L’interpretazione simultanea: origini, tecnologia e abilità dell’interprete

Simultanea

Dopo aver parlato di interpretazione consecutiva (“L’interpretazione consecutiva: 5 miti da sfatare”), di chuchotage (“Chuchotage”) e della moltitudine di situazioni che richiedono all’interprete una flessibilità che va oltre le competenze tecniche (“Il lavoro dell’interprete: una professione, molteplici contesti”), presentiamo la modalità attualmente più standard di interpretazione di conferenza: la simultanea.

Le origini e la tecnologia

Prima del 1945, la modalità di interpretazione più utilizzata nelle conferenze internazionali era senza dubbio la consecutiva. Questa tecnica di traduzione orale risolveva i problemi di comunicazione tra i parlanti di lingue diverse, ma richiedendo l’alternanza dei turni tra gli oratori e gli interpreti, era spesso causa del lungo protrarsi degli eventi, la cui durata si estendeva da molte ore a più giornate.

Come illustravamo nell’articolo “I primi interpreti della storia”, il Processo di Norimberga fu il momento storico che segnò la svolta nell’interpretazione di conferenza. Il Tribunale Militare Internazionale decise che i criminali di guerra dovevano ricevere un opportuno, equo e rapido processo. Per garantire ciò era necessario che si potessero esprimere ciascuno nella propria lingua e che si adottasse un sistema di traduzione più veloce di quello allora più diffuso. Serviva una squadra numerosa di interpreti che fosse in grado di coprire tutte le combinazioni linguistiche presenti nello scambio comunicativo tra giudici, testimoni, avvocati, pubblici ministeri e giornalisti, nonché una tecnologia che consentisse agli interpreti di velocizzare il loro compito.

Così, il colonnello americano e interprete Léon Dostert propose l’interpretazione simultanea e formò un’équipe di 100 interpreti per abituarli a tradurre oralmente in tempo reale i discorsi spontanei dei partecipanti attivi ai processi. Ciò gli fu possibile grazie alla tecnologia dell’IBM, che aveva acquistato il sistema di interpretazione simultanea telefonica brevettato nel 1921 da Alan Gordon Finlay ed Edward Filene (fu lo stesso Filene ad utilizzare per primo il termine “interpretazione simultanea” nel 1925). La stessa strumentazione fu utilizzata dagli interpreti della Lega delle Nazioni, con la differenza fondamentale che gli interpreti traducevano i discorsi in anticipo per poi leggerli al microfono coprendo la voce dell’oratore. Gli interpreti del Processo di Norimberga avevano due compiti: tradurre simultaneamente “a vista” i documenti scritti e interpretare i discorsi spontanei dei partecipanti attivi ai processi. Allora erano in grado di interpretare a una velocità di 60 parole al minuto, per cui al sistema di trasmissione del suono dotato di console, cuffie e microfono dal lato interpreti, e a quello di ricezione del suono all’orecchio degli ascoltatori, si aggiungevano le luci dal lato oratori: la luce gialla indicava di rallentare, la luce rossa di fermarsi per consentire agli interpreti di recuperare le parti mancanti. Gli stessi interpreti protagonisti del Processo di Norimberga furono successivamente impiegati alle Nazioni Unite.

Il sistema classico di interpretazione simultanea per grandi conferenze internazionali o per ampi gruppi di partecipanti richiede: un sistema di trasmissione del suono con una cabina insonorizzata (in modo da favorire la concentrazione degli interpreti) contenente una console alla quale sono collegate delle cuffie (per consentire all’interprete di ascoltare la voce dell’oratore che parla al microfono della sala) e un microfono (al quale l’interprete traduce), e un sistema di ricezione del suono costituito da ricevitori e cuffie senza fili da cui il pubblico ascolta la voce dell’interprete, selezionando il canale corrispondente alla lingua di interesse. Per scrupolo, specifichiamo che servono almeno due console per cabina, ciascuna dotata di cuffie, microfono e comandi per l’accensione e lo spegnimento del microfono, la regolazione del volume, il cambio del canale della lingua ecc. (per approfondire, si veda: https://www.interpretetraduttricesimultanea.com/Interpretazione%20simultanea.html). Questo sistema con la cabina fu utilizzato per la prima volta nel 1933 in occasione della XIII sessione del Comitato Esecutivo del Comintern.

Le abilità dell’interprete  

Lo svolgimento di un compito così complesso di traduzione orale in tempo reale da una lingua all’altra richiede all’interprete, oltre alle elevate competenze linguistiche, un lungo percorso di studio e di pratica professionale per sviluppare ottime capacità di ascolto, concentrazione, comprensione, analisi, rielaborazione e traduzione rapida del messaggio originale. A queste fasi simultanee dell’interpretazione si aggiunge la memoria a breve termine: per elaborare il messaggio, l’interprete necessita di qualche secondo di décalage, ovvero di scarto temporale tra l’ascolto del messaggio e la produzione della traduzione. Durante il décalage interviene la memoria a breve termine, che permette all’interprete di memorizzare le informazioni momentaneamente tralasciate per restituirle nella fase di resa, senza tradurre le parole, bensì interpretando il messaggio. Nel frattempo, l’interprete continua ad ascoltare l’oratore e mentre traduce si prepara alla frase successiva.

Le varie ricerche sull’attivazione delle aree del cervello sottoposto all’attività di interpretazione simultanea hanno scoperto che non vi sono aree specifiche che rendono gli interpreti simultaneisti soggetti “anomali”, bensì il cervello è capace di coordinare rapidamente più aree che normalmente svolgono attività generali. L’area di Broca partecipa alla produzione del linguaggio, è coinvolta nella memoria a breve termine, nell’abilità di ragionamento e nel pensiero astratto ed è legata alle aree vicine responsabili della comprensione e della produzione del linguaggio; il corpo striato è composto dal nucleo caudato e dal putamen, due aree che partecipano a compiti complessi come l’apprendimento, la pianificazione, le capacità decisionali e il movimento.

Ora, la prossima volta che vi capiterà di ascoltare dei simultaneisti, non chiedetevi come facciano a tradurre così velocemente coprendo la voce di chi parla: l’interpretazione simultanea è un lavoro e una professione che non si improvvisa, ma si apprende con un arduo percorso di pratica e di studio che non finisce mai, e soprattutto con una lunga esperienza sul campo.

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