Blockchain e criptovalute: quali sviluppi per il settore della traduzione?

Blockchain

Traduzione dall’inglese dell’articolo “Blockchain in the language services industry – A revolution not quite in the making” di Belén Agulló García apparso su Nimdzi: https://www.nimdzi.com/blockchain-language-services-industry/ 

Si sente parlare di blockchain e bitcoin da più di dieci anni ormai, ma la gran parte di noi comuni mortali fatica ancora a capire come funziona tutta questa tecnologia messa insieme, senza neanche pensare alle sue implicazioni per il settore di servizi linguistici. Proviamo a capirci qualcosa.

Cos’è la blockchain?

Questa tecnologia è nata a supporto dell’infrastruttura necessaria per le transazioni con le criptovalute come bitcoin o ethereum. La blockchain e il bitcoin sono stati creati da Satoshi Nakamoto (che è un nome falso). Nessuno sa chi in realtà si nasconde dietro a questa invenzione, ma Satoshi Nakamoto era il Bansky delle criptovalute nel 2008.

La blockchain [letteralmente “catena di blocchi”, N.d.T.] è un elenco di registrazioni o un registro. Questo registro è pubblico e permanente. Qualsiasi elemento di valore può essere trasferito da una parte all’altra e registrato, così da generare un sistema affidabile. I dati registrati non possono essere modificati o alterati poiché ciò vorrebbe dire modificare l’intera catena di blocchi, per questo motivo la blockchain è considerata sicura.

Queste informazioni memorizzate digitalmente sono chiamate blocchi. La banca dati peer-to-peer della blockchain è sincronizzata, decentralizzata, e distribuita. Non esiste copia cartacea della banca dati in nessun luogo specifico, come avviene con le banche dati tradizionali. Tutti gli utenti hanno lo stesso livello di privilegi nella rete. Ciò presenta un potenziale problema di scalabilità per la blockchain. Se la banca dati diventa enorme, saranno necessarie macchine più potenti e una quantità maggiore di energia per creare i nodi. Ancora non siamo arrivati a questo punto.

Criptovaluta: un esempio

Vediamo un esempio del principale settore che sfrutta la blockchain: le criptovalute.

Suzie vuole trasferire a Anthony 100 bitcoin. Ordina la transazione e questa viene registrata nella rete pubblica in modalità del tutto anonima. Gli utenti nella rete bitcoin non vedono il nome di Suzie e Anthony, ma la loro transazione è identificata da un codice unico, detto hash, che può essere tracciato. In seguito gli utenti della comunità bitcoin, detti miner, devono validare la transazione, ovvero verificare che non ci sia nulla di illegale, come ad esempio una doppia spesa. Doppia spesa vuol dire usare la stessa criptovaluta più di una volta, così da diventare dei potenziali cripto-milionari, ma il sistema non consente di farlo.

Una volta verificata la transazione, questa diventa un blocco. In seguito la comunità deve mettersi d’accordo sull’aggiunta del blocco al registro. Ciascun blocco di dati relativi alla transazione è “incatenato” all’ultimo blocco registrato. In seguito gli viene assegnato un hash crittografico, o firma digitale, in modo da collegare entrambi i blocchi e confermare l’integrità dei blocchi precedenti. In questo modo, la transazione tra Suzie e Anthony è registrata in modo affidabile, immutabile e permanente in questa banca dati pubblica, decentralizzata e aperta. Ciascun blocco ha una chiave criptata privata o password che è necessaria per accedere alle informazioni in quel blocco specifico. (…)

Esempi di utilizzo della blockchain

Quello delle transazioni con le criptovalute è attualmente il principale settore che sfrutta i vantaggi della blockchain, ma esistono altre applicazioni di questa tecnologia, come ad esempio gli smart contract.

Questi vengono eseguiti senza l’interazione umana al soddisfacimento di alcune condizioni o regole pre-programmate. Ciò consente di eseguire un contratto evitando il coinvolgimento di terze parti e impedisce alle parti di commettere frodi o modificare le condizioni una volta raggiunto l’accordo. Gli esempi di utilizzo degli smart contract sono infiniti. Ad esempio, nella catena di distribuzione questi contratti possono essere utilizzati per stabilire condizioni contrattuali specifiche trasparenti e disponibili per tutte le parti. Possono anche essere utilizzati per gestire i diritti di proprietà nel processo di distribuzione e per localizzare i beni e i prodotti. Una volta consegnate e verificate le forniture, il pagamento può avvenire automaticamente. Questo semplifica il processo ed elimina costi inutili.

Sono anche stati fatti dei tentativi per utilizzare la blockchain per le votazioni online, il che potrebbe essere una buona idea per coinvolgere un maggior numero di elettori. Ad esempio, nel 2018 la West Virginia ha offerto un sistema di voto elettronico basato sulla blockchain per le elezioni di medio termine. Le votazioni online erano state predisposte per i cittadini che vivevano all’estero, per l’esercito o per la marina mercantile. Tuttavia, la sicurezza suscita naturalmente preoccupazione in questo settore.

Con la tecnologia blockchain è possibile trasferire qualsiasi elemento di valore (valuta, beni o anche il voto), definito con il termine di nuovo conio “l’internet del valore”, in sicurezza da una parte all’altra.

La blockchain nel settore dei servizi linguistici

Cosa ha a che vedere la blockchain con il settore dei servizi linguistici? Alcune aziende sfruttano già questa tecnologia.

ONE HOUR TRANSLATION

One Hour Translation afferma di utilizzare già la tecnologia blockchain per condividere su richiesta i contenuti delle memorie di traduzione (TM), con lo scopo di migliorare i risultati della traduzione automatica neurale (NMT). In questo modo, il contenuto tradotto che può essere riservato sarebbe disponibile ai clienti a pagamento e la soluzione di traduzione automatica [MT, N.d.T.] sarebbe personalizzata in base alle necessità dei clienti. Un altro impiego di questa tecnologia da parte dell’azienda è la tracciabilità della qualità. Tutte le fasi del processo traduttivo sono registrate in un registro di metadati, come il nome, la data, la combinazione linguistica del traduttore, ecc. Poi, qualora vi fosse un problema di qualità, il cliente può avere accesso al blocco specifico in cui sono salvate le informazioni e verificare l’accaduto. L’azienda può anche decidere quali traduttori/revisori coinvolgere nei loro progetti sulla base di queste informazioni.

EXFLUENCY

Exfluency è un grande mercato basato sulla tecnologia blockchain. Non si tratta di un fornitore di servizi linguistici (LSP) di per sé, bensì si definisce un “mercato che facilita l’acquisto e la vendita della comunicazione multilingue”. Exfluency ha creato la propria Iniziale di Moneta Offerta o ICO (ovvero il proprio bitcoin) chiamata XFL. L’amministratore delegato, Robert Etches, è stato intervistato sul podcast di Globally Speaking (…) e ha affermato che Exfluency vuole essere una porta per la comunicazione linguistica, piuttosto che un guardiano. Exfluency ha fuso insieme tecnologia NMT e tecnologia blockchain, utilizzando la blockchain per diversi scopi:

1) eliminare gli intermediari, ovvero le agenzie di traduzione;
2) tracciare la qualità delle traduzioni e migliorarne l’affidabilità, in modo che chi acquista il servizio possa decidere quali linguisti assumere per i propri progetti;
3) semplificare i micropagamenti utilizzando una propria criptovaluta;
4) pagare i linguisti per il lavoro di correzione (o post editing) delle stringhe tradotte dalla traduzione automatica.

Exfluency afferma che i CAT tool [strumenti di traduzione assistita, N.d.T.] non saranno utilizzati in questo nuovo modello. I traduttori saranno pagati con token XFL per caricare i dati bilingue nel sistema. Una volta caricati, i dati bilingue appartengono alla comunità Exfluency, per cui possono essere utilizzati da tutti i traduttori. Inoltre i linguisti possono anche correggere o post-editare il contenuto generato dalla NMT qualora venisse loro richiesto, e saranno pagati con denaro fiat (ovvero dollari, euro o qualunque altra non-criptovaluta) per quel servizio. Secondo Etches, con questo modello “Vogliono riuscire a espandere quel mercato della [traduzione] da 50 miliardi di dollari a forse 75 miliardi.”

Altre aziende come Kolin stanno pensando a un modello simile: creare la propria ICO chiamata Kolins per pagare i traduttori per il lavoro svolto. Il risultato è un modello di crowdsourcing, poiché i traduttori sono volontari e vengono pagati in Kolins e non in denaro fiat. Kolin offre anche servizi professionali a prezzi diversi per i vari clienti.

I vantaggi della blockchain per il settore dei servizi linguistici

Riassumiamo cosa offre la blockchain al settore dei servizi linguistici:

Una rete distribuita peer-to-peer – Grazie a questo sistema, le terze parti che sono dotate di un server centrale con tutte le informazioni non sono più necessarie, quindi la comunità di traduttori può crescere senza bisogno di intermediari.

Decentralizzazione – Questo significa un maggiore livello di sicurezza in caso di disastro (come la distruzione di un server centrale o del computer). Sarebbe più sicura per i clienti e i traduttori, poiché minimizzerebbe il rischio di perdita dei dati.

Registro di informazioni non alterabile – Grazie alla fiducia riposta in un sistema blockchain, la comunità di traduttori sarebbe più affidabile e tracciabile.

Pensatelo come un intreccio di filigrana per tutte le fasi della catena di localizzazione – La blockchain esclude le agenzie o i linguisti imbroglioni che si servono di sistemi di qualità poco trasparenti, perché tutte le informazioni sono memorizzate e pubbliche.

È un’importante tecnologia da applicare alla gestione delle TM o della MT – La blockchain potrebbe potenzialmente risolvere i problemi di copyright relativi alla traduzione audiovisiva o letteraria. Una delle principali preoccupazioni in questi settori è come si utilizzano i CAT tool o anche la MT in un prodotto che genera diritti d’autore per chi svolge la traduzione. Con un sistema blockchain di TM o di MT, la titolarità di ciascuna stringa potrebbe essere tracciata, consentendo al soggetto di ricevere il pagamento per il suo contributo al testo audiovisivo o letterario. In questo modo il processo sarebbe più efficiente senza essere ingiusto nei confronti degli autori delle traduzioni.

Smart contract – Gli smart contract contribuirebbero all’eliminazione delle terze parti. Chi acquista un servizio di traduzione potrebbe automatizzare il flusso di lavoro con gli smart contract e rivolgersi direttamente ai traduttori professionisti.

Anonimizzazione delle “transazioni” – Sarà garantita la riservatezza delle transazioni.

Superamento dei limiti di pagamento – Se si effettuassero pagamenti in criptovalute non ci sarebbero le limitazioni dovute alle politiche bancarie o governative. Ma chi vuole essere pagato in criptovalute se il loro valore non è garantito da denaro fiat? Non siamo ancora a quel punto, ma è una bella idea per un’economia più globale.

Tenete d’occhio la blockchain

Per quanto la blockchain sia una tecnologia in fase embrionale nel settore dei servizi linguistici, possiamo comunque immaginare applicazioni molteplici e prospettive future.

Secondo Marco Iansiti e Karim R. Lakhani di Harvard Business Review, ci vorranno decenni per adottare la tecnologia blockchain. Inoltre, non vi sono ancora molti casi di successo, per cui è probabile che soltanto gli imprenditori più visionari (o chi vorrà scommetterci) abbracceranno per primi la rivoluzione blockchain nel settore dei servizi linguistici.

Il segreto, come per qualsiasi altro progresso tecnologico, sarà come coinvolgere chi è interessato, cioè i traduttori e i loro clienti, in questo nuovo modello. In che modo la blockchain è una soluzione migliore per tutti? Il settore dei servizi linguistici sta già attraversando una trasformazione dovuta alla MT e all’intelligenza artificiale. Forse la tecnologia blockchain sarà il collante che unirà tutte queste tecnologie così disparate, creando un ambiente nuovo e stimolante.

Quindi, d’ora in poi, fate anche voi la vostra parte!

I giardini della Reggia di Caserta

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La costruzione della Reggia di Caserta, il palazzo reale più grande del mondo e l’ultimo grande esempio del Barocco italiano, iniziò nel 1752 su commissione di Carlo di Borbone (1716-1788) e terminò nel 1845. La reggia rappresentava il centro del nuovo Regno di Napoli successivamente alla dominazione spagnola. La nuova capitale amministrativa del regno si ergeva sulla pianura di Terra di Lavoro, dove sorgeva il palazzo cinquecentesco degli Acquaviva. L’edificio fu progettato dall’architetto Luigi Vanvitelli (1700-1773), figlio del pittore Gaspar Van Wittel, il quale prese parte al restauro della cupola di San Pietro sotto Papa Benedetto XIV.

Il parco della reggia si estende per 3 chilometri di lunghezza in direzione sud-nord su una superficie di 120 ettari. Dal centro della facciata posteriore del palazzo partono due viali paralleli interrotti da fontane suggestive che partono dal giardino all’italiana e lo collegano al giardino all’inglese: la Fontana Margherita, la Vasca e la Fontana dei Delfini, la Vasca e la Fontana di Eolo, la Vasca e la Fontana di Cerere, le Cascatelle e la Fontana di Venere e Adone, la Fontana di Diana e Atteone, e la Grande Cascata.

There’s a part of you – the born-again part, your spirit – that’s dead to sin. That’s why it bothers you now when you sin. The “wilderness” part of you – your soul – is your unrenewed mind, out-of-control emotions, and stubborn will.

(citazione di Joyce Meyer)

“C’è una parte di te – la parte rinata, il tuo spirito – che è morta al peccato. Per questo adesso ti disturba quando cadi nel peccato. La parte ‘selvaggia’ di te – la tua anima – è la tua mente non rinnovata, sono le tue emozioni incontrollate, e la tua volontà ostinata.”

“Il gigante sepolto”: un viaggio tra le nebbie dell’anima

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Con il romanzo The buried giant (“Il gigante sepolto”, 2015), Kazuo Ishiguro proietta il lettore nell’Inghilterra medievale successiva alla morte di re Artù. È un luogo incantato che la magia di mago Merlino ha avvolto in una nebbia impenetrabile: il respiro di un drago sepolto, il gigante di un mondo sospeso tra storia leggendaria e immaginazione onirica. È una nebbia che cancella i ricordi in nome di una pace fittizia tra Britanni e Sassoni. È un’atmosfera surreale, una dimensione umana e psicologica, una terra di demoni, streghe, monaci, orchi, folletti, cavalieri e maghi. È un crogiolo di creature leggendarie che popolano la mente di chi si avventura nella nebbia del presente nel disperato tentativo di recuperare un passato perduto. È un doloroso e malinconico viaggio nei sentimenti fatto di colpa, speranza, memoria, perdono e resa.

È la storia dell’amnesia di Axl e Beatrice, una coppia di anziani coniugi che parte alla ricerca del figlio per recuperare una vicinanza emotiva fuori dal tempo, che non appartiene al presente così come non fa parte del passato e forse nemmeno del futuro. Un distacco avvenuto per un errore, l’allontanamento non voluto del frutto di un amore che vive nel presente perché ha dimenticato il passato ed è in balia degli eventi del tempo e della riscoperta di sé. La nebbia che avvolge i ricordi rende vero un mondo dove nulla è tangibile o afferrabile, un mondo dove l’apparenza del bene si oppone alla volontà di recuperare il passato per paura di dissolversi nella realtà del tempo.

Insoliti villaggi popolati da cavalieri missionari e giovani sopraffatti dalla stregoneria, impervi monasteri abitati da monaci grotteschi e sanguinari, antiche torri sospese tra l’inferno dei sacrifici animali e l’infinito di un cielo oscuro immemore della salvezza eterna. Battaglie tra cavalieri in viaggio per missioni contrastanti in nome di ricordi svaniti di millenarie contese. Pittoreschi contrasti tra lo stregato vigore di una gioventù destinata al compimento di un percorso leggendario e il disperato affanno di una vecchiaia alla ricerca di un passato tangibile che suggelli la speranza di un futuro migliore.

In questo viaggio alla riscoperta dell’amore, le difficoltà del mondo si intrecciano con la dimensione dell’incubo: antichi fantasmi riemergono dalle paludi e contrastano con la volontà di riavvicinamento rendendo reale la paura della perdita. Una perdita che diventa vera quando la nebbia svanisce e il ricordo della colpa si fa perdono, ma quel perdono non si tramuta in fiducia, sopraffatto dall’ingannevolezza del mondo. Così quando muore il leggendario drago che, costretto a portare il peso dell’accumulo dei ricordi, diventa una sorta di verme informe che dorme sfinito quasi nell’attesa di farsi uccidere, la memoria ritorna. Il figlio ritrovato vive solo nei ricordi e l’amore consapevole si allontana verso l’isola della morte.

Il traghettatore di anime parla all’amore con fiducia e gli restituisce speranza, ma il perdono diventa rassegnazione e consapevolezza della perdita. Una perdita immaginaria che si fa reale e divide tutto ciò che la nebbia fino ad allora aveva tenuto unito:

– Parleremo di nuovo sull’isola, principessa, – dice lui.
– Infatti, Axl. E adesso che la nebbia non c’è più, avremo tanto da dirci. Il barcaiolo è sempre fermo in acqua?
– Sì, principessa. Adesso vado a fare la pace con lui.
– Allora, Axl, addio.
– Addio, mio solo grande amore.
Lo sento venirmi incontro nell’acqua. Avrà intenzione di rivolgermi la parola? Ha parlato di una riconciliazione. Ma quando mi volto, non è verso di me che guarda, bensì alla terraferma e al sole basso sulla baia. Del resto, nemmeno io cerco i suoi occhi. Mi supera nell’acqua, senza guardarsi indietro. Aspettatemi a riva, amico mio, gli dico sottovoce, ma il vecchio non mi sente e prosegue il suo cammino.

La Scuola Austriaca di Economia nel XXI secolo (5)

AES 5

Dopo il post precedente, passiamo alla seconda parte della seconda giornata e terminiamo così la serie di articoli sull’VIII Conferenza Internazionale The Austrian School of Economics in the XXI century.

SECONDA GIORNATA DI CONFERENZA: 14 novembre (seconda parte)

Commissione I

Una ridefinizione del concetto di funzione imprenditoriale (Leonardo Ravier – Universidad Rey Juan Carlos, Spagna)

Il concetto di funzione imprenditoriale si è evoluto a partire da Cantillon passando per il pensiero di Mises, Rothbard, Kirzner e Huerta de Soto:

Scheda 1

Ravier fa alcune riconsiderazioni teoriche, partendo dal concetto di creatività:
– livello 3 “creare”: atto attraverso il quale qualcosa è creato dal nulla;
– livello 2 “creatività”: atto di associazione e combinazione di idee e/o materia attraverso il quale qualcosa è creato o generato da qualcosa di esistente;
– livello 1 “scoperta”: atto attraverso il quale qualcosa di esistente è scoperto o rivelato.

Poiché è vero che la funzione imprenditoriale richiede l’azione umana ma non è vero il contrario, Ravier fa una distinzione tra la funzione imprenditoriale e la funzione coercitiva: mentre la funzione imprenditoriale si basa sull’incertezza, sulla creatività umana, sul coordinamento sociale ed è soggetta alla legge naturale, la funzione coercitiva si basa sull’incertezza e sulla creatività umana, ma non sul coordinamento sociale e non è soggetta alla legge naturale. Quindi, la funzione imprenditoriale si definisce come l’uso o l’esercizio che l’essere umano fa della sua capacità di associazione e/o combinazione creativa e coordinativa sulla base di principi di legge generali. La funzione coercitiva è la capacità umana di associare e/o combinare idee e/o materia (creatività) al di fuori dei principi di legge generali, con conseguenti effetti di scoordinamento sulla società e/o sul mercato.

Volendo fare una sintesi delle riconsiderazioni teoriche di Ravier:

Scheda 2

In gold we trust – Rischi e opportunità nei mercati finanziari da una prospettiva austriaca (Ronald-Peter Stöferle – Incrementum, Liechtenstein)

Attualmente gli economisti austriaci per poter investire devono conoscere il sistema monetario, la Teoria Austriaca del Ciclo Economico (ABCT) e comprendere le valute alternative al di là del sistema fiat, tenendo conto dei potenziali rischi: pregiudizio ribassista (suscettibilità austriaca ai difetti nella struttura del capitale), problema di distribuzione delle risorse, pregiudizio dogmatico, problema di tempistiche. L’attuale situazione del sistema monetario pone grandi dilemmi: gli investitori sono spinti a rischiare a causa dei tassi di interesse reali negativi, chi non rischia viene punito se continua l’inflazione dei prezzi, si tende a sottovalutare il rischio finché non risulta evidente. Mises definiva l’inflazione “non un atto di Dio, una catastrofe degli elementi o una malattia che arriva come la peste; l’inflazione è una politica”. In pratica il controllo dall’alto del sistema monetario provoca continui cicli di deflazione e inflazione. In una condizione di deflazione, si riduce la leva finanziaria (le banche a corto di capitali non vogliono concedere prestiti), la crescita del credito è lenta (i consumatori eccessivamente indebitati non vogliono contrarre prestiti), si dà il via alla regolamentazione (Basilea III), si riduce la spesa. In una condizione di inflazione, si attuano politiche di abbassamento o azzeramento del tasso di interesse, si attiva il quantitative easing, scoppia la guerra alle valute e aumenta la quantità di denaro in circolazione.

Le basi mengeriane e la Teoria Austriaca del Ciclo Economico (András Tóth – MTA TK, Ungheria)

Lo sviluppo post-mengeriano ha aperto la strada a due idee contrastanti sul ruolo del credito, quella di Schumpeter e quella di Mises. La riforma della Teoria Austriaca del Ciclo Economico, basata sulla combinazione dell’idea originaria di Menger e dell’idea di Mises, spiega la resistenza e il successo del sistema monetario basato sul credito, ma lancia l’allarme sull’ascesa del potere statale supportato dall’espansione del credito, che è stata enorme a partire dal 1971.

Secondo Wicksell il credito bancario viene liberato da una data disponibilità di risparmi e la creazione di credito non è soggetta alla domanda e all’offerta. Inoltre, in condizioni di inflazione il tasso di interesse è minore del tasso di profitto, mentre in condizioni di deflazione il tasso di interesse è maggiore del tasso di profitto. La situazione ideale sarebbe quella in cui il tasso naturale è uguale al tasso di profitto, quindi una condizione di stabilità dei prezzi.

Secondo Schumpeter le banche creano denaro dal nulla, il credito non è soggetto alla domanda e all’offerta e l’offerta crea la domanda. Inoltre, mentre il credito prestato agli imprenditori crea inflazione solo sul breve termine, il credito prestato ai consumatori crea la vera inflazione. L’ideale sarebbe avere uno stato benevolo capace di regolare l’espansione del credito per risolvere il problema dei continui cicli di espansione e recessione.

Per Mises invece qualsiasi mezzo fiduciario comporta una nuova creazione di credito e un abbassamento dei tassi di interesse, il quale manda in confusione gli imprenditori, che distribuiscono male le risorse e fanno cattivi investimenti spinti dall’illusione del profitto. Inoltre, l’interventismo statale è la principale causa dei cicli di espansione e recessione.

Menger ritiene che un individuo che risparmia è un potenziale imprenditore con bisogni e aspirazioni e che l’attività imprenditoriale è un’abilità umana intrinseca che parte dallo stabilire nuovi nessi causali tra i fenomeni, da nuove scoperte di metodi e prodotti, dal calcolo preventivo, e dall’estensione della conoscenza, che diffondendosi crea concorrenza, la quale disgrega il monopolio iniziale.

Schumpeter e Mises riprendono Menger, ma deviano dalle sue teorie nella definizione della natura e del ruolo dell’imprenditore, la fonte del profitto e la fonte dell’accumulo di capitale. L’imprenditore non è un capitalista, bensì un individuo che contrae un prestito e che in una prima fase è un imprenditore originale, in una seconda fase è un imprenditore mimetico, e dopo una terza fase in cui riesce a ottenere il profitto, passa a una quarta fase in cui emerge un nuovo imprenditore originale che diventa suo concorrente. L’imprenditore anticipa le informazioni di mercato mutevoli e le preferenze dei consumatori e l’accumulazione di capitale è dovuta ai risparmi prima di intraprendere azioni economiche, non all’innovazione.

In conclusione, se è valida la spiegazione di Menger sull’imprenditore originale, il profitto, la produttività del capitale e l’interesse, allora l’attuale sistema monetario non ha effetti così negativi come previsto dalla Teoria Austriaca del Ciclo Economico. Infatti la creazione di credito rende possibile l’innovazione (quindi l’estensione della conoscenza), la quale comporta accumulazione di capitale e l’eliminazione degli incapaci in un’economia di mercato competitiva. Quindi, nel quadro mengeriano la metafora misesiana è che mentre il sistema bancario vende biglietti per entrare nella stanza, gli imprenditori lavorano per allargare la stanza e renderla adeguata agli accresciuti bisogni dei consumatori. Dall’altro lato, il pericolo dell’espansione del credito è la creazione di un circolo vizioso favorevole alla politica e all’interventismo statale nella vita economica, con conseguente corruzione degli elettori e degli imprenditori in politiche neomercantiliste, il soffocamento della creatività imprenditoriale e quindi la distruzione dell’economia.

Una metodologia unica che utilizza i principi della Scuola Austriaca di Economia applicati agli investimenti e al commercio (Richard Bonugli – Cedargold Pte. Ltd., Canada)

Per affrontare le attuali sfide del sistema monetario (programmi di quantitative easing, stampa di denaro, abbassamento artificiale dei tassi di interesse), Bonugli propone una metodologia che può essere applicata ovunque ai mercati dei capitali, basata su 14 fattori beta, dei quali 7 quantitativi (flussi finanziari per le imprese, leva finanziaria e debiti limitati, incremento dei profitti per quota, distribuzione dei rimborsi, operazioni durature, operatori-proprietari, fluttuazioni stabili o decrescenti) e 7 qualitativi (responsabilità sociale aziendale, allineamento ai trend economici, allineamento alle tendenze attuali, unicità e scarsità, innovazione, mitigazione del rischio, mantenimento del valore e potere d’acquisto).

Commissione II

La violazione dello stato di diritto per salvare l’illusione monetaria (Thomas Bachheimer – Bachheimer.com, Austria)

Già dai tempi di Aristotele in molte società prevaleva l’opinione che non sono gli individui a dover governare le società, ma la legge. Ferdinando I è stato forse l’imperatore maggiormente soggetto allo stato di diritto quando ha affermato: “Fiat iustitia, pereat mundus”. Poiché esiste l’imprevisto, nessuna legge è perfettamente adeguata alle sfide quotidiane, e in caso di estrema necessità, un governante è chiamato a intervenire e a operare al di fuori dello stato di diritto. Sono queste decisioni a fare la differenza tra governanti buoni e governanti cattivi. Tuttavia, negli ultimi decenni i governanti sono andati troppo oltre lo stato di diritto; sembra che viviamo in un continuo stato di emergenza. Bachheimer esamina se e quando i rappresentanti delle democrazie moderne non hanno rispettato la legge per salvare l’illusione del sistema monetario a spese dei governati.

Il sistema bancario a riserva frazionaria smascherato (Luis Enrique Ponce Goyochea – SBS Swiss Business School, Argentina)

Nel dibattito sulla riserva bancaria frazionaria o al 100% emerge la causa dell’alternanza tra periodi di espansione e periodi di recessione nel quadro della Teoria Austriaca del Ciclo Economico. Il sistema bancario a riserva frazionaria emerge come fattore inflazionistico principale responsabile di espansioni del credito insostenibili. Dietro questa maschera si nasconde un’insolvenza contabile destinata a essere smascherata una volta che le preferenze temporali diventano evidenti all’insorgere di un’inevitabile recessione.

La regola MV di Hayek (Pavel Potuzak – University of Economics Prague, Repubblica Ceca)

Hayek suggerì che la stabilità dei livelli dei prezzi potrebbe non coincidere con la neutralità della moneta. In un’economia caratterizzata da una produttività naturale in crescita permanente, la stabilizzazione dei livelli dei prezzi richiede un’offerta di moneta in costante aumento. Questa iniezione di liquidità permanente potrebbe essere la vera fonte del ciclo economico, a prescindere dal comportamento del livello generale dei prezzi. Anziché raggiungere la stabilità dei prezzi, si potrebbe raggiungere una crescita economica uniforme con un flusso di moneta costante, rappresentato dalla MV nell’equazione, e un conseguente declino del livello dei prezzi. Potuzak presenta la regola della MV costante di Hayek. I mutamenti della domanda aggregata causati da shock LM e shock IS mettono alla prova la validità della regola di MV insieme agli shock AS. In un’economia caratterizzata da una produttività naturale in espansione, la regola MV è passiva soltanto in circostanze particolari. Pertanto le raccomandazioni di Hayek relative a un’offerta di moneta stabile in un’economia in crescita potrebbero non coincidere con una MV stabile. La deflazione provocata da questa regola può anche deprimere il tasso di interesse nominale fino a livelli molto bassi o fino allo zero. Potuzak analizza anche le similitudini con la regola della quantità di moneta ottimale di Friedman, in quanto entrambe le regole implicano tassi di interesse nominali molto bassi. Le due regole coincidono se l’economia è al livello ottimale di accumulazione di capitale, ma la regola di Hayek è meno deflazionistica rispetto alla regola di Friedman se l’economia è dinamicamente efficiente.

Israel Kirzner sull’efficienza dinamica e lo sviluppo economico (Victor I. Espinosa – Universidad Rey Juan Carlos, Spagna)

Espinosa analizza la nozione di efficienza dinamica proposta da Kirzner, concentrandosi sul ruolo dell’imprenditorialità nella tendenza al coordinamento del processo di mercato. L’efficienza dinamica è l’anello mancante della teoria dell’imprenditorialità di Kirzner e può riuscire a ricreare l’economia dello sviluppo. Kirzner critica il concetto statico di efficienza che caratterizza l’economia dello sviluppo tradizionale, in quanto l’imprenditorialità è un processo creativo che ha un impatto positivo sul progresso economico. Anche le attuali ricerche sull’efficienza dinamica evidenziano l’impatto della psicologia, della cultura e dell’etica nello sviluppo economico.

Commissione III

Un’analisi contemporanea su Ludwig von Mises e sul suo contributo allo sviluppo della moderna teoria liberale (Artenis Peka – University of New York Tirana, Albania)

Le idee di Ludwig von Mises, uno dei maggiori rappresentanti della tradizione filosofica liberale, continuano ad avere un impatto sullo sviluppo della scuola di pensiero liberale moderna. Peka illustra tre aree del pensiero di Mises: la libertà e l’istituto della proprietà privata, l’economia e la critica al socialismo, l’inefficienza dello stato e della burocrazia.

Carl Menger e le sue basi teoriche dell’Economia Austriaca (Stanislaw Rzepka – Mises Institute of Economic Education, Polonia)

Carl Menger è considerato il precursore e il maestro della scuola austriaca. Rzepka illustra i principali elementi della teoria economica austriaca: l’uomo economico, l’incertezza, il tempo e il denaro nei processi economici.

Baumol-Tobin: una prospettiva austriaca (Carlos Alberto Salguero, María Bernarda Salguero – Universidad Nacional del Noroeste de Buenos Aires, Argentina)

Il programma di ricerca dominante di ingegneria sociale si sviluppa sulle basi teoriche dell’economia austriaca. I Salguero analizzano l’origine del pensiero austriaco al centro del modello della domanda di moneta Baumol-Tobin. Il modello, basato sulla teoria delle scorte, consente di determinare la domanda ottimale di moneta liquida per motivo transattivo comparando i benefici e i costi del detenere moneta liquida per le transazioni quotidiane anziché farla fruttare in un deposito per ottenere un tasso di interesse. In questo modello si ottiene l’espressione algebrica della domanda reale di denaro, M^D/P e i risultati vengono generalizzati usando una funzione F nelle sue tre variabili principali: il reddito reale, il tasso di interesse, e il costo di prelievo. L’espressione indica la quantità di moneta da detenere per effettuare le transazioni, cosicché il beneficio sia pari o maggiore della perdita. Il tasso di interesse, considerato prerogativa esclusiva dell’autorità monetaria, è stabilito dalla banca centrale, ma in realtà non è nient’altro che la preferenza temporale, una categoria intrinseca all’azione umana.

La valutazione delle risorse finanziarie: l’approccio della domanda totale (Vytautas Žukauskas – Angers University LFMI, Lituania)

Dopo Wicksteed e Rothbard, Žukauskas analizza il legame tra la politica monetaria e i prezzi delle risorse finanziarie adottando l’approccio della “domanda totale” insieme a nozioni soggettiviste del valore e della formazione dei prezzi. L’analisi dimostra che l’impatto della politica monetaria sui prezzi delle risorse finanziarie è maggiore e più vasto rispetto a quanto ritenuto dal quadro tradizionale dei meccanismi di trasmissione della politica monetaria.

Alla riscoperta di Don Lavoie per combattere le attuali richieste di politica industriale (Veronique de Rugy – Mercatus Center, Francia)

Don Lavoie è stato uno degli economisti moderni più informati in merito al dibattito sul calcolo economico socialista. I suoi due libri Rivalry and Central Planning: The Social Calculation Debate Revisited e National Economic Planning: What Is Left? furono pubblicati nel 1985, un anno in cui l’Europa dell’Est e la Russia erano ancora nella morsa del Comunismo, per spiegare le motivazioni di ciò che ormai stava diventando evidente agli occhi di tutti: il sogno socialista era diventato un incubo ovunque.

La Scuola Austriaca di Economia nel XXI secolo (4)

AES 4

Dopo il precedente post, proseguiamo la nostra serie sull’VIII Conferenza Internazionale The Austrian School of Economics in the XXI century e passiamo alla prima parte della seconda giornata.

SECONDA GIORNATA DI CONFERENZA: 14 novembre (prima parte)

Commissione I

L’illusione del denaro fiat: sull’efficienza economica delle banche centrali moderne (Karl-Friedrich Israel – Università di Lipsia / Institute for Economic Policy, Germania)

Esistono almeno due tesi a favore del denaro fiat non garantito: la presenza di una massa monetaria flessibile che può essere espansa per ragioni sociali, economiche o politiche, e i suoi vantaggi potenziali in termini di costi di produzione (tesi tradizionale). Per quanto la seconda possa essere valida, gli economisti conoscono i rischi di una massa monetaria flessibile (fiat), inoltre la tesi tradizionale non tiene conto del potenziale del denaro fiat negli interventi di politica monetaria, infine gli economisti fanno riferimento ai soli costi di produzione del denaro.

Secondo Adam Smith (1776), sostituire l’oro e l’argento con la moneta cartacea è conveniente e meno costoso, e secondo David Ricardo (1821) la moneta perfetta è una moneta cartacea dello stesso valore dell’oro che sostituisce. Carl Menger (1909) sosteneva i vantaggi del denaro fiat al posto del metallo, in quanto la moneta cartacea lasciava al metallo la possibilità di circolare per le esportazioni o per scopi produttivi. Friedrich von Wieser (1926) riteneva che il denaro fiat fosse efficiente, ma pericoloso; parimenti, Ludwig von Mises (1912/1949) riconosceva i vantaggi del denaro fiat, ma li rifiutava. Altri economisti favorevoli all’uso del denaro fiat cartaceo erano Samuelson e Nordhaus (2009), che affermavano che il metallo era troppo scarso, e Krugman e Wells (2015), che ritenevano che la carta non consumava risorse.

Negli anni Cinquanta e Sessanta, Milton Friedman aveva fatto una stima annuale dei costi del gold standard, che corrispondeva allo 0,05% del PIL. Questa stima fu rivista negli anni Novanta da Lawrence White, al quale risultava essere 0,025% del PIL. Sarebbe possibile ridurre i costi? Secondo White si potrebbe arrivare a meno dello 0,01% usando i gettoni e secondo Garrison (1985) l’elasticità dei prezzi dell’oro non è perfetta e il tasso di inflazione dei prezzi sarebbe minore di 0. Sarebbe invece possibile aumentare i costi? Il tasso di riserva è troppo basso: Rothbard raccomandava una riserva al 100% e prevedeva un costo dello 0,1875% del PIL; la velocità di circolazione del denaro nell’economia reale è variabile: White prevedeva un costo tra lo 0,05% e lo 0,2% del PIL.

Oggi l’Eurosistema, la Banca d’Inghilterra, la Banca del Giappone e la Federal Reserve hanno costi operativi relativamente elevati che superano i costi stimati del generico gold standard a riserva frazionaria. In particolare, i costi operativi annuali come frazione del PIL nominale dell’Eurosistema e della Banca del Giappone sono cinque volte più elevati di quelli della Federal Reserve e della Banca d’Inghilterra. Anche se il coefficiente di riserva del gold standard stimato venisse aumentato fino al 100%, i costi operativi di questi sistemi moderni delle banche centrali resterebbero simili, per cui non esisterebbero vantaggi in termini di costi. In conclusione, tornare a una massa monetaria almeno parzialmente garantita dall’oro potrebbe essere più efficiente in termini di costi di produzione del denaro.

Altre considerazioni:
– la fiducia delle persone nei mezzi fiduciari non può essere quantificata;
– una moneta è stabile se garantita dalle riserve auree;
– nei costi di produzione del denaro fiat va incluso quello del capitale umano, mentre in regime di gold standard i costi sono quelli dell’estrazione dell’oro e dei macchinari;
– il gold standard può sopravvivere? Sì, in presenza di volontà politica; si potrebbero trovare documenti di casi storici di gold standard con le relative stime rispetto al PIL.

La logica della riforma contenuta nel “sistema del doppio binario” (Zhu Haijiu – Gongshang University, Cina)

Il “sistema del doppio binario” è la riforma economica attuata in Cina. Dalla fine degli anni Settanta, il governo cinese ha allentato i controlli sugli agricoltori, librandoli dal modello produttivo collettivista; da allora i prezzi di mercato sono immediatamente emersi e ciò ha permesso il calcolo economico e la creazione di nuove istituzioni di governo, che hanno guidato lo sviluppo economico senza pianificare dall’alto le riforme, ma aspettando che avvenissero spontaneamente grazie al mercato. Il governo cinese ha riconosciuto ufficialmente l’economia di mercato solo nel 1992, ma il mercato si stava sviluppando già da dieci anni e l’economia stava già crescendo grazie alla deregolamentazione.

Perché non è avvenuto lo stesso nell’Unione sovietica e nell’Europa dell’Est al primo stadio delle riforme? In Cina lo sviluppo del mercato è stato possibile perché le regioni rurali erano meno regolamentate, non esistevano misure assistenziali per gli agricoltori, si era più inclini alla libertà e alle riforme, la base industriale cinese era debole e non era possibile fondare imprese pubbliche sul breve periodo. Inoltre, le imprese furono preservate perché molte persone erano al di fuori del settore pubblico prima della riforma del 1978, cosa che ha impedito la pianificazione economica centralizzata. Invece, nell’Unione sovietica e nell’Europa dell’Est (così come nella Cina nord-orientale confinante con la Russia) le imprese pubbliche furono fondate prima delle riforme, non esisteva l’attività imprenditoriale privata né il libero mercato (non fu possibile crearlo nemmeno con le riforme per la privatizzazione), e gli imprenditori non erano incentivati all’attività imprenditoriale perché la proprietà privata non veniva riconosciuta.

Perché oggi l’economia cinese è stagnante? Il Partito Comunista Cinese ha creato un sistema pubblico di distribuzione del lavoro incompatibile con i principi dell’economia di mercato, che controlla il settore finanziario creando inflazione e recessione e portando con sé il rischio di rivolte sociali, per cui la priorità del governo non sono le riforme, bensì il mantenimento della stabilità sociale. Inoltre, le idee economiche dominanti sono quelle neoclassiche e keynesiane, positiviste e interventiste, che lasciano poco spazio al pensiero di Hayek (il mercato come processo spontaneo) e di Mises (azione razionale). Al contrario, la “riforma” dovrebbe essere un’azione razionale che scopre e conferma la necessità di istituzioni fondate spontaneamente: il “sistema del doppio binario” riconosce la legittimità del prezzo di mercato generato spontaneamente in alcune aree e crea le condizioni per la futura formazione della nuova istituzione, espandendo così l’ordine di mercato.

La Scuola Austriaca di Economia in Spagna: dalla dittatura alla democrazia (Carlos Puente – ex funzionario della Commissione europea, Spagna)

I contributi della Scuola Austriaca di Economia nella Facoltà di Scienze Economiche in Spagna durante la dittatura hanno svolto un ruolo determinante nel formare nuovi economisti liberali e nel gettare le basi del liberalismo e della democrazia: prima Hayek, Röpke, Schumpeter, Eucken, Ullastres, Serer, Paredes, Calvo, Keynes (ispirò Rojo, Fuentes e Varela), Zumalacarregui, Castiella, De Lemus (ispirato da Bortkiewicz e Schmoller); poi Luis Olariaga (studiò Hayek, sostituì i testi di Hansen e Garvey con quelli di Bentham), Heinrich Freiherr von Stackelberg (ispirato da Eucken, fu docente di Sanpecho, Varela, Velarde), Fabián Estapé Rodrigues (ispirato da Schumpeter, Galbraith, Leontief), José Larraz López (ispirato da Menger), Joan Sardá Dexeus (ispirato da Mises), Angel Royo (sostituì i testi di Castañeda con quelli di Lipsey), Lucas Beltrán (studente di Hayek e Robbins, docente di Schwartz, Cabrillo, Rodriguez-Braun, de Soto), Marjorie Grice-Hutchinson (introdusse la Scolastica nella Scuola di Salamanca dopo aver incontrato Hayek a Londra), Jesús Huerta de Soto (l’unico ad aver ottenuto un Master in Economia Austriaca in Spagna e in Europa, ispirato da Mises, Journal of market processes).

Perché il Bitcoin è paleo – Il denaro come memoria (Juraj Karpiš – INESS, Slovacchia)

Nel corso della storia, il denaro ha assunto forme diverse in base alla tecnologia e al materiale disponibile. Qualche esempio: 4.500 anni prima di Cristo l’oro era usato come mezzo di scambio; fino al Settecento, la conchiglia cauri era la valuta internazionale più diffusa; gli Indiani della West Coast utilizzano ogni sorta di conchiglie e in Slovacchia le spose indossano vestiti con attaccate banconote. A partire dal 1913, il gold standard è stato abolito e oggi le istituzioni finanziarie stimolano l’economia stampando nuovo denaro fiat, responsabile dell’inflazione e dei cicli di espansione e recessione. Dalla prospettiva storica, il denaro fiat è una memoria esterna della società particolarmente instabile e incerta. Il frequente interventismo nella produzione del denaro redistribuisce la ricchezza sottraendola dalle mani di chi produce valore, riduce il valore informativo dei prezzi e conduce a cattivi investimenti.

Il Bitcoin rappresenta il maggiore successo degli economisti austriaci. Chi ha creato il Bitcoin ha semplicemente creato un’altra tecnologia capace di contenere la memoria esterna della società, sperando di riprivatizzare e decentralizzare la memoria del denaro, di renderlo più sicuro, e di accrescerne il potere informativo nell’economia. Destituire l’attuale standard fiat non è facile, in quanto vorrebbe dire riprendersi il controllo della funzione dell’unità di conto, che è un aspetto importante. Ad esempio in Somalia la banca centrale non esiste più, ma le persone hanno in mente un’unità di conto, per cui riconoscono alla valuta un certo valore. Il prezzo in Bitcoin, invece, al momento è sconosciuto. In questa fase di transizione solo una criptovaluta veramente anonima (anonimato della controparte e della parte terza), decentralizzata (in realtà distribuita) e ragionevolmente ancorata alla moneta fiat (affinché le persone ne riconoscano il valore) può competere con il denaro fiat. Tuttavia, il passo successivo potrebbe essere una nuova regolamentazione e centralizzazione.

La strada per la schiavitù è spianata con il reddito universale (Antony Sammeroff – Scottish Liberty Podcast, Scozia)

Il reddito di base universale garantito è largamente sostenuto come panacea di tutti i mali sociali ed economici, dall’abolizione della povertà all’emancipazione femminile, fino al mutamento climatico. Rutger Bregman lo definisce un’“utopia per realisti”, ma quanto è realistica e quanto è utopica la proposta del reddito di base universale? Secondo Sammeroff, lungi dal creare un paradiso sulla Terra e dal liberare l’umanità dalla fatica del lavoro, il reddito di base universale apre la strada a una distopia totalitaria nella quale il cittadino diventa vittima di ricatto: chi lo riceve? Quanto ne riceve? In cambio di cosa? Resterà universale?

Commissione II

Dobbiamo avere paura degli zombie? Politica monetaria e distribuzione delle risorse (Arkadiusz Sieroń – Mises Institute of Economic Education, Polonia)

Contrariamente all’idea diffusa che la politica monetaria è neutrale, ovvero che sul lungo periodo un aumento dell’offerta di denaro non influenza le variabili reali bensì solo le variabili nominali, Sieroń dimostra che la politica monetaria influisce sul volume e sulla struttura della produzione. Un importante effetto collaterale dell’inibizione della “distruzione creativa” con conseguenti ripercussioni sulla distribuzione delle risorse e il rallentamento della produttività economica.

Il mechanism design di Roger Myerson e la sua opinione su Hayek: una reinterpretazione del rischio morale e della selezione avversa (Christoph Klein – Universidad Rey Juan Carlos, Spagna)

Il mechanism design è un campo dell’economia e della teoria dei giochi che adotta un approccio basato su obiettivi per progettare meccanismi o incentivi economici al fine di raggiungere gli obiettivi desiderati in contesti strategici nei quali i giocatori agiscono razionalmente. Nel suo discorso per il Premio Nobel, Roger Myerson afferma che gli strumenti concettuali del mechanism design, o più in generale lo studio della limitazione degli incentivi, consentono ai ricercatori di analizzare le questioni riguardanti l’efficienza istituzionale che andavano oltre la portata analitica della teoria economica dell’epoca di Hayek. In che modo il mechanism design si propone di risolvere i problemi dell’azzardo morale (forma di opportunismo post-contrattuale che può portare una parte a perseguire i propri interessi a spese della controparte) e della selezione avversa (situazione in cui una modifica delle condizioni contrattuali provoca una selezione dei contraenti sfavorevole per la parte che ha modificato le condizioni a suo vantaggio)? Basandosi sui ragionamenti informali intuitivi di Hayek, che secondo Myerson non trovavano espressione formale nei modelli economici dell’epoca, Klein dimostra la compatibilità degli incentivi nei processi di scambio all’interno dei mercati concorrenziali.

Un’idea alternativa del risparmio e dell’investimento dalla prospettiva dell’Economia Austriaca (Youliy Ninov – studioso indipendente, Germania)

Le idee attuali dell’economia austriaca relative al risparmio e all’investimento derivano da un’economia di base in stile Robinson Crusoe. Ciò porta a un’eccessiva banalizzazione. In un’economia capitalista monetaria, il risparmio non presuppone il consumo dei beni accumulati in precedenza o la loro continua produzione affinché avvenga l’investimento. Un’economia possiede una quota di capitale libero autosufficiente che può essere utilizzato esclusivamente per l’investimento e la sostituzione del capitale, evitando così la continua necessità di risparmio da parte degli agenti economici. Secondo Ninov, la crescita economica è quindi possibile in assenza di risparmio netto.

Dalla “teoria positiva” di Böhm-Bawerk alla dinamica di Schumpeter (J. Hanns Pichler – WU Vienna University of Economics and Business, Austria)

La “Teoria positiva del capitale” (1889) di Böhm-Bawerk rappresentava una risposta provocatoria all’interpretazione negativa del processo capitalista da parte di Marx (1867). Secondo Böhm-Bawerk, il capitalismo al suo stadio maturo, con il costo marginale di ogni unità di capitale aggiunto che tende allo zero, annulla le differenze di classe e si contrappone alla dialettica del materialismo storico. In alternativa a questa visione neoclassica statica, la “Teoria dello sviluppo economico” (1912) di Schumpeter propone un’interpretazione dinamica del processo economico che presuppone un cambiamento continuo grazie a una dialettica capitalista che aziona il sistema “dall’interno”.

Risolvere il paradosso di San Pietroburgo – Un trionfo per l’Economia Austriaca (Robert W. Vivian – University of the Witwatersrand, Sudafrica)

Il paradosso di San Pietroburgo fu proposto dal matematico Daniel Bernoulli nel 1738 nei Commentarii Academiae Scientiarum Imperialis Petropolitanae di San Pietroburgo. Nella teoria della probabilità e nella teoria delle decisioni, il paradosso descrive un gioco d’azzardo basato su una variabile casuale con valore atteso infinito, cioè con una vincita media di valore infinito; ciononostante i partecipanti considerano ragionevolmente adeguata solo una minima somma da pagare per il gioco. Sussiste quindi un paradosso tra la teoria delle decisioni, che tiene conto solo del guadagno atteso, e la sua applicazione pratica, che invece tiene conto della ragionevolezza di chi agisce nella realtà. Il paradosso si risolve raffinando il modello di decisione, ovvero prendendo in considerazione il concetto di utilità marginale e il fatto che le risorse dei partecipanti sono limitate.

Applicando il gioco di San Pietroburgo a un mercato concorrenziale nel quale le aziende che tendono a massimizzare il profitto si scontrano con gli operatori che tendono a massimizzare l’utilità, la nozione di utilità cardinale produce la risposta sbagliata. L’economia austriaca ha il merito di aver spiegato le preferenze del consumatore favorendo la nozione di utilità ordinale rispetto a quella di utilità cardinale. L’utilità ordinale è una nozione di utilità in cui i panieri dei beni sono disposti su una scala ordinale senza essere associati ad alcuna grandezza assoluta oggettivamente misurabile (utilità cardinale). L’utilità diventa quindi una grandezza soggettiva, personale e non misurabile in termini assoluti (si vedano le curve di indifferenza, in cui la scelta del consumatore non deriva dalla distanza oggettiva tra una curva di indifferenza e l’altra, bensì soltanto dall’ordine delle preferenze).

Commissione III

La politica dell’adozione in Guatemala. Quando le conseguenze diventano cause (Eduardo Fernández Luiña – Instituto Juan de Mariana / UFM, Spagna)

L’analisi delle politiche pubbliche è il risultato di un processo di competizione e cooperazione in cui c’è chi vince e c’è chi perde. La politica è un processo (non una struttura) che “genera strani compagni di letto” (Yandle e Smith, 2014) e porta a una coalizione (un’associazione strategica o spontanea) tra un gruppo di “battisti” e un gruppo di “contrabbandieri”. La politica dell’adozione attuata in Guatemala è il risultato di un movimento politico di burocrati internazionali e nazionali che difendono i diritti dei bambini. Il risultato di questa politica è stato la riduzione del numero delle adozioni e la limitazione delle opportunità per i giovani che vivono in povertà in Guatemala.

Anche la virtù necessita di limiti (Scott Nelson – Austrian Economic Center, Canada)

Oggi il liberalismo classico è messo sotto assedio sia dalla sinistra che dalla destra, che cercano in misura sempre maggiore soluzioni stataliste. Ciò in parte è dovuto ai liberali classici, che attaccano continuamente lo stato enfatizzando solo i vantaggi materiali della loro filosofia. Per contrastare il pessimismo e l’indignazione della politica moderna e non essere considerati degli spietati individualisti, i liberali classici dovrebbero riprendere le virtù classiche e il senso della misura di Montesquieu e riadottare il linguaggio della compassione, della carità, dell’ottimismo e dell’azione individuale.

Il mercato naturale dell’ordine naturale in contrapposizione al “libero” mercato (Alejandro A. Tagliavini – The Independent Institute, Stati Uniti)

L’”economia” non era una scienza, ma derivava dall’etica: lo studio del comportamento umano (nel mercato) all’interno dell’ordine naturale preesistente. Questo era vero finché il razionalismo non ha deviato la questione verso la costruzione di una “scienza” autonoma creata dalla ragione indipendentemente dall’ordine preesistente. Tale “indipendenza” implica che l’economia non avviene spontaneamente in risposta alla natura della cose, bensì deve essere imposta in maniera coercitiva. Tagliavini ritorna alle origini del mercato naturale, ovvero del mercato dell’ordine naturale.

Il principio della destinazione universale dei beni e il diritto alla proprietà privata (Jacek Gniadek – SVD Society of the Divine Word, Polonia)

Secondo Ludwig von Mises, senza diritto alla proprietà privata non c’è possibilità di calcolo razionale e senza calcolo economico non c’è economia. Ciascun individuo ha libertà di azione nella sfera della proprietà privata e il governo non deve limitare le sue scelte. La Chiesa insegna che il diritto universale all’uso dei beni sulla Terra si basa sul principio della destinazione universale dei beni. Ciò non significa che il governo debba violare i diritti di proprietà. La proprietà privata è interamente legata all’individuo ed è la volontà di Dio a stabilire se l’acquisizione di tali diritti è in linea con i Dieci Comandamenti.

La mente con uno scopo: una conversazione umanistica tra la psicologia e alcuni postulati della Scuola Austriaca di Economia (Silvia Aleman Menduinna – Universidad Catolica Boliviana, Bolivia)

I postulati della psicologia e della Scuola Austriaca di Economia sono molto vicini tra loro: i processi e i meccanismi del comportamento umano legati all’azione umana; i sistemi per lo scambio di azioni, prodotti e servizi; il sistema dei prezzi.

Registrazione live di un podcast, con Tom Woods e Robert Murphy

Conversazione sull’economista Paul Robin Krugman, Premio Nobel per l’Economia 2008.

La Scuola Austriaca di Economia nel XXI secolo (3)

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Dopo il post precedente, proseguiamo con la seconda parte della prima giornata di contributi dell’VIII Conferenza Internazionale The Austrian School of Economics in the XXI century, dalla quale abbiamo ricavato altri interessantissimi spunti.

PRIMA GIORNATA DI CONFERENZA: 13 novembre (seconda parte)

Commissione I

Cosa c’è di sbagliato negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile? (Horacio Miguel Arana – Universidad Abierta Interamericana, Argentina)

Arana analizza dalla prospettiva della Scuola Austriaca di Economia il rapporto del 2019 delle Nazioni Unite sui 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile definiti nel 2015: perché gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile non funzionano?

1) L’ordine spontaneo del mercato è complesso e la conoscenza degli individui è dispersa; solo una conoscenza impiegata per scopi personali può portare al successo, perpetuando l’ordine spontaneo.

2) Vi è una diffusa ignoranza sul funzionamento del sistema dei prezzi di mercato, l’attenzione è tutta concentrata sulle istituzioni, le banche centrali generano bolle speculative e la distorsione dei prezzi, ma il too big to fail è un’illusione.

3) Il sistema fiscale progressivo anziché proporzionale disincentiva la produzione e la concorrenza: secondo Mises, espropria i soggetti più capaci della società, togliendo denaro al capitale privato e destinandolo al consumo pubblico. Secondo Rothbard, le tasse allontanano le persone dal mondo produttivo: anziché essere accumulato per il risparmio, l’investimento e le preferenze temporali, il denaro è destinato al consumo, prevenendo la creazione di nuovo capitale.

4) Gli investimenti pubblici hanno l’obiettivo di salvare il settore privato oppure consentono di adottare misure anticicliche, ma se si crea reddito pubblico, lo si toglie dal privato.

5) Il debito pubblico è dovuto a un’eccessiva spesa pubblica, ovvero gli investimenti pubblici creano un circolo vizioso.

6) Le politiche di assistenza allo sviluppo non funzionano perché riducono i livelli di reddito e interferiscono con i mercati.

7) Gli stati adottano varie misure a favore dei poveri (pacchetti di intervento, reddito minimo e redistribuzione della ricchezza), ma queste politiche non funzionano su scala nazionale, figuriamoci su scala globale! L’unica uguaglianza possibile è quella davanti alla legge e l’unica misura per combattere la povertà è promuovere la libertà economica, abbattendo le barriere commerciali, rispettando l’ordine giuridico e i diritti di proprietà.

La durata come misura del rischio nel capital budgeting nel contesto della Teoria Austriaca del Ciclo Economico (Joanna Kruk – Università di Economia di Cracovia / Jagiellonian University, Polonia)

Kruk estende l’analisi di Fuller (2013) del valore attuale netto (NPV = Net Present Value) e delle variazioni dei tassi di interesse nel contesto della Teoria Austriaca del Ciclo Economico. Durante la fase di espansione del ciclo economico, l’economia si sposta verso il rischio come conseguenza della corsa al profitto. Per quantificare questo rischio è possibile usare la durata, ovvero il numero di periodi che trascorrono prima di ricevere il dollaro di valore attuale medio da un flusso di cassa. Il nuovo valore attuale netto corretto in funzione del rischio si crea dopo aver applicato la durata al capital asset pricing model.

Il vero tasso di interesse di mercato è determinato solo dalle preferenze temporali degli agenti e le preferenze temporali sono sempre positive, in quanto si vogliono sempre soddisfare dei bisogni. Quando il tasso di interesse viene abbassato e mantenuto basso dall’intervento dello stato, si avvia una fase di espansione artificiale, gli agenti pensano erroneamente che aumenta la disponibilità dei risparmi da destinare a progetti di investimento e impiegano più capitale in un periodo di tempo maggiore. Di conseguenza, le aziende incorrono in nuovi debiti e sperperano risorse limitate, in quanto l’abbassamento del tasso di interesse costituisce un incentivo per investire in capitale fisso per mezzo della capitalizzazione dei rendimenti futuri. Più basso è il tasso di interesse, maggiori sono gli investimenti in capitale fisso; più lungo è il progetto, maggiore è il valore. L’NPV è la misura della redditività: la liquidità futura ha un valore minore del valore nominale, l’NPV è maggiore se il tasso di interesse è minore e se il tasso di interesse è minore più progetti sembrano essere redditizi, ma l’NPV diventa piatto se il tasso di interesse scende e si investe in progetti a lungo termine.

Le grandi aziende impegnate in nuovi progetti devono classificare la redditività degli investimenti e in questo l’NPV è utile per confrontare due corsi d’azione diversi, ma l’influenza del tasso di interesse non viene considerata. La misura in grado di calcolarlo è la durata: la durata è il tempo medio che l’investitore attende per poter recuperare dal progetto il capitale speso nell’investimento; misura di quanto varia l’NPV se il tasso di interesse varia di poco (nel tempo nominale e relativo); è breve per progetti brevi e aumenta con progetti lunghi. La durata come misura è tanto più utile quanto migliore è la prevedibilità dei movimenti dei tassi di interesse; in caso di incertezza, è più conveniente investire in progetti più a breve termine, sebbene abbiano un NPV minore.

L’attività imprenditoriale sotto il socialismo – Il caso delle economie ex-sovietiche (Anca Elena Lungu e Gabriel Claudiu Mursa – Università di Iași Alexandru Ioan Cuza / Hayek Institute Romania, Romania)

L’attività imprenditoriale è intrinseca all’azione umana e questo è un assioma in ogni tipo di sistema sociale. Nelle società totalitarie, le risorse scarse sono distribuite in maniera coercitiva, non tramite il coordinamento spontaneo regolato dagli interessi personali tra individui. Questa situazione crea profonde distorsioni tra le preferenze dei consumatori e i prodotti offerti dalle agenzie governative. Ciononostante, nei sistemi pianificati la coercizione non è in grado di fermare del tutto l’azione umana e la sua dimensione imprenditoriale, in quanto le opportunità di profitto generate dalla scoperta di queste distorsioni spingono l’individuo ad assumersi il rischio e l’incertezza generati dall’emergere spontaneo di mercati informali e illegali. Poiché un sistema centralizzato non è in grado di controllare tutto, l’attività imprenditoriale è sempre possibile anche nelle economie pianificate ed è in grado di eliminare in parte le enormi discrepanze causate dall’economia formale, che determina i prezzi dei beni e dei servizi. Durante la dittatura di Nicolae Ceaușescu in Romania, gli imprenditori informali erano dirigenti di imprese pubbliche o persone con precedenti conoscenze e contatti nel mercato, che vendendo i prodotti di base a prezzi maggiori di quelli offerti dall’economia formale, furono l’unica ancora di salvezza per chi viveva sotto il regime.

La bolla del Mississippi (1719-1720). Una spiegazione “austriaca” (Gabriel Mursa e Mihaela Ifrim – Università di Iași Alexandru Ioan Cuza / Hayek Institute Romania, Romania)

Il sistema del Mississippi (o sistema di Law), un sistema monetario e finanziario adottato in Francia durante la reggenza del duca d’Orléans, fu uno dei maggiori esperimenti sociali della storia. I suoi obiettivi erano creare ricchezza, ridurre la disoccupazione, e pagare i debiti del governo francese, ma fallì a causa delle sue basi teoriche erronee. La Teoria Austriaca del Ciclo Economico spiega infatti che un aumento eccessivo della quantità di denaro crea un’espansione illusoria a breve termine e una recessione a lungo termine. Gli stessi eventi economici del sistema del Mississippi dimostrano che l’intervento statale nel sistema economico conduce inevitabilmente al disastro.

Il calcolo del prodotto privato secondo l’approccio di Rothbard (Olga Peniaz – Università Cattolica dell’Occidente, Francia)

Il Prodotto Interno Lordo è l’indicatore più comune delle fluttuazioni e della crescita economica. Tuttavia vi sono molte critiche al PIL come misura, ad esempio Murray Rothbard propose un metodo di calcolo del prodotto privato. Peniaz applica il metodo di Rothbard ai dati macroeconomici francesi relativi all’ultima crisi economica in Francia, dimostrando la validità dell’approccio “austriaco”.

Commissione II

Libertà in e dall’Occidente (Georgiana Constantin-Parke – Liberty University, Romania)

Constantin-Parke prende in esame le idee di libertà e di progresso all’interno delle società non occidentali e il modo in cui il processo di modernizzazione sia legato all’importazione di concetti, pratiche e istituzioni occidentali. Basandosi su un caso studio relativo alla situazione in Romania e presentando due teorie (“forme senza sostanza” e sincronismo), mostra in che modo la libertà e lo sviluppo indipendente possono essere ottenuti tramite e insieme all’Occidente.

Comunicazione, propaganda, e libertà (Leonardo Facco – Movimento Libertario, Italia)

La libertà e la comunicazione sono due facce della stessa medaglia. La lingua è il sistema più importante della comunicazione umana, la principale forma di mediazione simbolica che si realizza attraverso la costruzione di figure articolate per trasmettere il senso di un pensiero, uno strumento con il quale costruiamo e legittimiamo la realtà, nonché la prima fonte di socializzazione. L’innovazione tecnologica delle società moderne ha arricchito la lingua nel corso del tempo e i mezzi di comunicazione di massa ne sono divenuti i protagonisti, offrendo alle autorità strumenti di propaganda fino ad allora sconosciuti.

Modelli ad agenti, intelligenza artificiale, ed economia austriaca (Jeremiah Lasquety-Reyes – Institute for Advanced Study on Media Cultures of Computer Simulation MECS / Leuphana Universität Lüneburg, Germania / Institut für Wirtschaftsforschung, Austria)

Il Modello dell’Economia Austriaca è un tipo di simulazione al computer basata su agenti umani con comportamento indipendente che interagiscono tra loro in una rete virtuale. È ispirato al modello Sugarscape dei raccoglitori di zucchero di Epstein e Axtell, che rappresenta fenomeni complessi come il commercio, la distribuzione della ricchezza, la guerra, l’evoluzione e la trasmissione delle malattie. Gli agenti umani del Modello dell’Economia Austriaca raccolgono risorse naturali per produrre beni più complessi e scambiarli, scegliendo strategie diverse per raggiungere i loro obiettivi economici. L’idea di Lasquety-Reyes è quella di creare economie artificiali credibili che catturino gli aspetti essenziali dell’economia reale, applicando in particolare le idee della Scuola Austriaca.

Alcuni elementi dei modelli ad agenti risultano particolarmente importanti nel Modello dell’Economia Austriaca:

1) Eterogeneità. Gli agenti hanno condizioni fisiche diverse, preferenze soggettive e abilità e capacità naturali proprie. Secondo la Scuola Austriaca, l’economia si crea grazie alle differenze tra individui: gli individui scambiano beni perché ciascuna parte attribuisce ai beni che riceve un valore maggiore rispetto ai beni che dà; la specializzazione del lavoro e dei servizi è possibile perché alcuni individui hanno talenti che altri non hanno; gli imprenditori sono individui creativi che vedono opportunità che altri non vedono.

2) Imperfezione. Gran parte dei modelli economici matematici si basano sull’esistenza di consumatori e produttori perfettamente razionali e onniscenti; questo avviene perché tali costrutti si comportano in modo prevedibile e si adattano alle equazioni degli economisti. Tuttavia, questi individui perfetti non esistono nella vita reale. L’Economia Austriaca riconosce l’esistenza di individui dotati di desideri irrazionali, conoscenze imperfette, e capaci di sbagliare, fallire e imparare dagli errori.

3) Architettura cognitiva BDI (Belief-Desire-Intention). La mente degli agenti è strutturata in base a cosa conoscono/credono, a cosa vogliono/desiderano, e ai progetti che attuano/intendono attuare per realizzare i loro desideri. L’architettura cognitiva BDI è intuitiva perché cattura il modo in cui gli esseri umani pensano di pensare. Nel Modello dell’Economia Austriaca, l’architettura BDI detta un’ampia gamma di azioni che un agente può svolgere, dalla negoziazione dei prezzi alla creazione di un prodotto nuovo.

4) Generazione procedurale. Il mondo non è predeterminato, bensì la geografia, le caratteristiche degli agenti, il tipo di beni, e le possibilità di combinazione dei beni sono generati in modo procedurale in una simulazione; ciò determina configurazioni economiche diverse.

5) Astrazione. Nelle economie generate artificialmente i beni non corrispondono direttamente a beni reali, bensì sono costrutti artificiali con certe proprietà e possibilità di combinazione. Tale grado di astrazione lascia spazio a varie possibilità interpretative e consente al Modello dell’Economia Austriaca di adattarsi a diversi tipi di economie artificiali, non essendo legato a una storia economica o culturale specifica.

Per maggiori informazioni sul progetto: http://www.austrianeconomicsmodel.com/.

Le radici mengeriane del liberalismo conservatore di Hayek (Hannes H. Gissurarson – University of Iceland, Islanda)

Secondo Gissurarson, Friedrich von Hayek fu una delle quattro personalità più influenti del XX secolo, accanto a Lenin, Hitler e Keynes. Fu l’unico economista austriaco ad aver ottenuto il Nobel, ispirò la politica di Thatcher e Reagan e tra i liberali austriaci soggettivisti era probabilmente più mengeriano (evoluzionista) che misesiano (razionalista). Menger rifiutava il liberalismo utilitaristico e si chiedeva perché le istituzioni fossero così utili al bene comune ma non ci fosse la volontà comune di crearle. Come Menger, Hayek considerava il socialismo un errore intellettuale: l’interventismo è conseguenza di una visione della realtà limitata ai casi specifici, non basata su principi generali; il costruzionismo sociale e quindi la sfiducia che la ragione individuale possa fondare la società derivano dall’incapacità di distinguere tra ciò che ha uno scopo e ciò che non lo ha nonché dall’incapacità di riconoscere l’ordine spontaneo. Come Menger, Hayek sottolineava l’importanza di mantenere uno spirito critico, non si definiva un conservatore, ma riconosceva la validità delle tradizioni quando non era necessario cambiarle. Hayek era piuttosto un liberale conservatore: conservatore perché rispettava le tradizioni ed era consapevole dei limiti della ragione individuale, liberale perché accettava la progressiva civilizzazione dell’Occidente basata sulla libertà secondo la legge. Da liberale, Hayek credeva che il coordinamento spontaneo degli individui nel mercato e nella società permetteva agli individui di sfruttare molte più conoscenze di quelle che ciascuno di essi possiede e di creare nuova conoscenza. L’obiettivo della rivoluzione culturale era la nozione di bene e male: la libertà umana non è un principio a priori, ma il prodotto dell’esperienza di molte generazioni. Hayek voleva rendere visibile la “mano invisibile” dell’ordine spontaneo e si poneva in contrapposizione rispetto alle teorie cospirative di Popper e alle spiegazioni della mano invisibile di Nozick.

Il futuro dell’Unione europea visto dalla prospettiva della Scuola Austriaca di Economia (Karl Socher – Innsbruck Universität, Austria)

La storia dell’Unione europea mostra che gli obiettivi fondamentali sono la pace e il benessere economico dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia, lo strumento per raggiungerli, ovvero un’unione sempre più forte che porta alla centralizzazione del potere, è stato criticato fin dall’inizio dalla Scuola Austriaca, in quanto riduce la libertà e l’autodeterminazione creando tensioni. Mises era contrario all’idea di creare un’istituzione internazionale che facesse quello che avrebbe potuto fare anche un governo, innanzitutto perché un governo piccolo sa governare meglio, in secondo luogo perché l’istituzione si sarebbe allargata, estendendo le sue funzioni ad altri ambiti. Hayek riteneva che tale centralizzazione del potere avrebbe disturbato il libero mercato. Lo stesso Juncker affermava che l’Unione europea si sarebbe dovuta occupare soltanto delle questioni delle quali nessun governo locale si potrebbe occupare. Per prevenire ulteriori crisi portate dalle politiche del passato e da una cattiva Costituzione (crisi dell’euro, crisi del debito, crisi migratoria), la Scuola Austriaca propone come soluzioni la decentralizzazione e il libero mercato. La regolamentazione deve quindi avvenire a livello locale, mentre la pace deve essere promossa a livello internazionale. Il compito degli economisti è quello di mostrare qual è il livello di governo ottimale.

Commissione III

Biblioteconomia: una prospettiva dalle Scienze dell’Azione Umana e le sue interazioni con la Catallattica (David Chávez Salazar – Revista Estudios Libertarios e Marlene Salazar Ramos – CGA / Servicio Nacional de Aprendizaje, Colombia)

L’intervento si propone di stabilire un dialogo interdisciplinare tra la biblioteconomia e la tradizione misesiana. La biblioteconomia è un nuovo campo delle Scienze dell’Azione Umana per le sue caratteristiche epistemiche uniche. Essa interagisce con la Catallattica: i servizi della biblioteca operano sotto un modello di economia dirigistica inefficiente, per cui vengono proposte alcune alternative del libero mercato e alcuni argomenti di ricerca per rafforzare i legami tra la biblioteconomia e il paradigma misesiano.

La Società Economica di Cracovia come think tank pro-libertà prima della guerra (Marcin Chmielowski – ASBIRO Academy, Polonia)

La Società Economica di Cracovia era un ambiente intellettuale nel quale si dibattevano le teorie economiche dell’epoca, tra cui quelle della Scuola Austriaca di Economia. Fondata nel 1921 ed esistita fino al 1939, l’associazione si proponeva di migliorare la produttività della nazione basandosi sulle idee del libero mercato. Esistono importanti parallelismi tra gli intellettuali della Società di Cracovia e gli studenti di Vienna di Ludwig von Mises.

La Scuola Austriaca di Economia contro gli storici di economia tradizionali: il Methodenstreit (1871-1886) (Facundo Gustavo Corvalán – Universidad Nacional de San Luis, Argentina)

Alla fine del XIX secolo, nel contesto delle divergenze accademiche e politiche tra Berlino e Vienna, divenne visibile la prima manifestazione della difficile convivenza scientifica dei due filoni nell’ambito storico ed economico: il Methodenstreit, il conflitto sul metodo di studio delle scienze sociali.

L’Economia Austriaca come paradigma del pensiero del “giusto mezzo” (Jakub Bożydar Wiśniewski – Università di Breslavia / Mises Institute of Economic Education, Polonia)

La tradizione della Scuola Austriaca è un esempio paradigmatico dell’applicazione del “giusto mezzo” aristotelico al campo della teoria economica, in quanto si appoggia su un’interpretazione chiara delle opere dell’ordine catallattico e considera l’economia una disciplina accademica distinta dalle altre sul piano metodologico e sostanziale.

Preparando la strada alla schiavitù: l’epistemologia dell’utopismo elitario nelle scienze sociali contemporanee (Marc Orlitzky – Università di Varsavia, Polonia)

Le scienze sociali contemporanee sono caratterizzate da una spinta utopistica verso la ricerca normativa, considerata indispensabile per la costruzione di un mondo migliore. La causa non è solo rappresentata dalle tendenze politiche degli scienziati sociali, ma anche dal Modello Standard delle Scienze Sociali, combinato alla rinuncia pragmatista della “ghigliottina di Hume” (la distinzione metodologica tra analisi dei fatti o scienza descrittiva e proposta di valori o etica prescrittiva, che implica che la scienza non può produrre etica). Un campo in cui oggi si manifesta questo problema è la responsabilità sociale aziendale. Un impegno verso i principi libertari rappresenta uno strumento utile per contrastare tali tendenze utopistiche contemporanee.

Evento speciale: Road Show del Libero Mercato – Una visione transatlantica sull’economia, la finanza e il governo

Barbara Kolm (Austrian Economics Center / Österreichische Nationalbank):
– alcuni valori libertari: indipendenza, autostima, competizione, responsabilità, azione volontaria, non intervento, forte sfiducia verso l’autorità, successo

Lawrence Goodman (Center for Financial Stability):
– la storia è una guida utile e gli ultimi 11 anni sono stati senza precedenti
– Bretton-Woods è stata un’importante lezione della storia: ha portato norme monetarie, disciplina al sistema, due istituzioni (FMI e Banca Mondiale) e una visione di lungo periodo
– un focus politico sul breve termine ha gravi conseguenze sul lungo termine
– il bilancio della banca centrale si è espanso con un focus sul breve termine e conseguenze sul lungo termine
– i quantitative easing II e III erano superflui e hanno ridotto l’efficacia della politica monetaria
– l’abbassamento artificiale dei tassi di interesse ha portato a cambiamenti nella distribuzione
– l’FMI rimane il centro del sistema finanziario per 189 paesi, con funzioni tecniche, finanziarie e di consulenza
– il sistema monetario internazionale dovrebbe diventare un sistema basato su regole capace di offrire all’azione politica un’analisi di sistema con una prospettiva di lungo periodo
– il settore privato con le banche e le corporazioni è essenziale per la crescita
– c’è un avanzo di solvibilità perché non c’è crescita

Franz Wenzel (AXA):
– il quantitative easing ha ridotto l’impatto sulla crescita, ma mentre la Federal Reserve è tornata a una politica monetaria normale, la BCE ha dovuto aiutare l’euro a sopravvivere per garantire la pace e i paesi europei mancano di riforme strutturali
– l’aumento della solvibilità riflette la mancanza di crescita e di riforme strutturali
– gli USA sono più flessibili al cambiamento della Germania (recessione tecnica nella produzione)

Michael Jäger:
– la crisi in Europa è dovuta a un utilizzo errato del denaro dei contribuenti
– il mercato delle emissioni è lo strumento per ridurre la CO2
– l’aumento delle imposte comporta il rallentamento della crescita economica

Daniel Kaddik (European Liberal Forum):
– la BCE ha ucciso le banche come istituzioni sociali e il debito pubblico e privato aumenta
– esiste un legame sempre più stretto tra l’economia e la politica
– l’eccessiva pianificazione dall’alto non lascia spazio ad alternative creative
– lo strumento chiave è la cooperazione (es. libero scambio tra UE e USA)
– non c’è un problema di entrate, ma un problema di uscite e di mancanza di riforme strutturali
– in Germania si governa il passato ma non si riforma il futuro
– il problema non sono le perdite, ma gli utili non realizzati
– 15/08/1971: guerra monetaria e commerciale
– se si è soggetti fiscali, quanto si può essere tassati?

Geopolitica, libertà economica e produttività economica (Erich Weede – Bonn Universität, Germania)

La geopolitica e l’economia si sovrappongono nello studio della crescita e del declino delle nazioni. La crescita e il superamento della povertà di massa, avvenuti prima in Europa e in Occidente rispetto alle altre civiltà dominate dai regimi repressivi, sono andati di pari passo con la frammentazione geopolitica e l’elevato grado di libertà economica dell’Europa. La libertà economica o capitalismo, che in Europa è stato possibile con il rispetto dei diritti di proprietà e un basso grado di interventismo statale, implica una distruzione creativa di imprese e nazioni.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’economia dominante ha promosso la libertà economica su scala globale, con conseguenti miracoli economici nei paesi che hanno perso la guerra (Germania dell’Ovest e Giappone), poi nelle quattro economie dell’Asia orientale e dal 1979 in Cina e in altre nazioni asiatiche. Sebbene l’espansione globale della libertà economica abbia salvato un miliardo di persone dalla povertà negli ultimi quarant’anni, lo stesso processo ha minato il dominio economico americano. L’economia cinese, che nel Medioevo europeo registrava una crescita maggiore di quella promossa da Smith all’inizio della rivoluzione industriale, è già più grande di quella americana e potrebbe raddoppiare fra vent’anni.

Quali sono le ragioni del miracolo economico cinese successivo al fallimento economico delle politiche comuniste di Mao Zedong (1959-1972)? Innanzitutto, la Cina (così come Taiwan e Singapore) ha sfruttato i vantaggi dell’arretratezza nell’economia aperta e globalizzata, imitando le economie di maggiore successo. Questo regime economico globale è stato istituito da Bretton-Woods dopo la guerra, che ha eliminato le barriere imposte dal protezionismo, aprendo la strada alla libertà economica della fine degli anni Settanta. Inoltre, la Cina ha messo in atto il rispetto dei diritti di proprietà, consentendo la distribuzione razionale delle risorse (Mises) e decentralizzando il processo decisionale per sfruttare la conoscenza dispersa dei soggetti economici (Hayek) per incentivare la produzione.

Tuttavia, le prospettive cinesi restano incerte. Attualmente la Cina riscontra problemi di debito nelle aziende statali e nei governi locali, di invecchiamento demografico e di incertezza politica, in quanto l’economia centralizzata cinese è più vulnerabile agli errori rispetto alle economie capitaliste, caratterizzate da un processo decisionale più disperso e frammentato. I vantaggi dell’arretratezza non sono ancora completamente esauriti, ma la Cina ha goduto di maggiore libertà economica in Occidente che a livello interno (il capitalismo è utile ai paesi economicamente liberi ma anche a quelli non liberi) e i recenti rapporti economici tra la Cina e l’America per promuovere la “pace capitalista” sono minati da un crescente protezionismo. Le politiche di Trump minimizzano l’impatto dei vantaggi dell’arretratezza in Cina e minano l’ordine economico liberista, non consentendo ai paesi più poveri di uscire dalla povertà. Se una guerra commerciale tra la Cina e l’America porrà fine all’era della globalizzazione, la prospettiva sarà quella di una riduzione della libertà economica, della prosperità, della stabilità politica e di un più elevato rischio di guerra. Ciò che invece è necessario è promuovere il libero scambio per consentire alla Cina di restare un’economia semi-libera, limitando l’influenza del potere centrale e lasciando spazio alle riforme.

Dal verde all’arancio: colori e sapori d’autunno

Eccoci finalmente con le coloratissime ricette pre-natalizie della dottoressa Giovanna Mormina!

Salsa guacamole

Salsa guacamole

L’avocado, più che un frutto, va considerato una bacca oleosa come l’oliva. Contiene ben 231 Kcal/100 gr, 23% di grassi monoinsaturi, vitamina E, vitamine del gruppo B, potassio e fibre. Consumato crudo può essere considerato un integratore naturale adatto per chi pratica attività sportiva, per gli adolescenti e in generale per tutti coloro che vogliono alleggerire la dieta di prodotti di origine animale. La sua polpa si adatta alla preparazioni dolci in sostituzione del burro e tagliata a cubetti può essere aggiunta alle insalate estive.
La ricetta più nota che vede protagonista l’avocado è la famosa salsa guacamole di origine messicana. Secondo la tradizione risale all’epoca in cui vissero gli Aztechi, che già a quel tempo la preparavano con solo tre ingredienti: avocado, succo di lime e sale. È ideale per accompagnare piatti di carne o pesce o da spalmare semplicemente su crostini di pane.

300 grammi di polpa di avocado a pezzi – 40 grammi di succo di lime – 2 pizzichi di sale

Frullare tutti gli ingredienti fino a ottenere la consistenza desiderata.

Orecchiette con i broccoletti

Orecchiette con broccoletti

Orecchiette – broccoletti – pomodori Pachino – acqua – aglio – peperoncino – sale – olio extravergine di oliva

Lessare i broccoletti e scolarli leggermente crudi. Fare rosolare l’olio, l’aglio e il peperoncino. Unire i pomodorini tagliati a metà e i broccoletti, salare e lasciare cuocere per circa 10 minuti. Lessare le orecchiette nell’acqua di cottura dei broccoletti e saltarle in padella con il condimento preparato. Completare il condimento con olio.

Vellutata di zucca

Vellutata di zucca

Appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae, la zucca è indicata nelle diete ipocaloriche per il suo bassissimo contenuto sia glucidico che lipidico (100 grammi di zucca apportano solo 26 calorie).
Ricca di acqua (90%), vitamine tra le quali spicca il betacarotene (precursore della vita), sali minerali, potassio (che contrasta la ritenzione idrica), magnesio (miorilassante naturale utile per ridurre gli stati di ansia) e triptofano (aminoacido coinvolto nella produzione di serotonina, aiuta a contrastare l’insonnia).

VERSIONE CON PATATE

Zucca – 1 patata piccola – brodo vegetale – cipolla bianca o porro – olio extravergine di oliva – cannella o noce moscata – crostini o cereali (farro, orzo)

Fare appassire la cipolla o il porro con poco olio e aggiungere la zucca tagliata a tocchetti e la patata. Aggiungere acqua o brodo vegetale e poi frullare. Aggiungete un tocco finale di cannella o di noce moscata e dei crostini o cereali.

VERSIONE CON LENTICCHIE

Zucca – lenticchie – acqua – cipolla bianca o porro – carote – sedano – olio extravergine di oliva

Preparare un ricco soffritto di cipolla, carote e sedano e aggiungere la zucca tagliata a tocchetti. Aggiungere acqua e poi frullare. Completare il piatto con l’aggiunta di lenticchie precotte (contenenti proteine vegetali e ferro) e olio.

Salmone all’arancia

Salmone all'arancia

Questo piatto fornisce carboidrati (frutta e verdura), proteine e grassi omega 3. Inoltre, la vitamina C contenuta nell’arancia, nel succo di limone e nella melagrana favorisce l’assimilazione di ferro presente nel salmone.

Arance – salmone – succo di limone o di arancia – radicchio – chicchi di melograno – olio extravergine di oliva

Tagliare a fette le arance pelate al vivo e sistemarle su un piatto da portata formando un letto. Adagiarvi sopra il salmone e irrorare con succo di limone o di arancia. Completare il piatto con una julienne di radicchio o con cubetti di arancia e con una manciata abbondante di chicchi di melograno. Irrorare con olio.

E buon appetito!

Per saperne di più sulla dottoressa Giovanna Mormina, dietologa ed endocrinologa di Roma con esperienza trentennale, potete visitare e seguire la sua pagina Facebook https://www.facebook.com/dottssagiovannamormina/, sempre ricca di idee, spunti e consigli utili e interessanti per una vita all’insegna della salute e del benessere!