A spasso per la città della musica: la Ringstraße

Die Straßen Wiens sind mit Kultur gepflastert, die Straßen anderer Städte mit Asphalt.

(Karl Kraus)

(Le strade di Vienna sono lastricate di cultura, le strade delle altre città di asfalto.)

 

Die Votivkirche (1856-1879)

La Chiesa Votiva in stile neogotico fu progettata dall’architetto Heinrich Ferstel, che si ispirò all’architettura gotica francese duecentesca; è luogo di culto e simbolo nazionale dello stato austro-ungarico.

Die Universität Wien

L’Università di Vienna fu fondata nel 1365 dal Duca Rodolfo IV e dai fratelli Alberto III e Leopoldo III, da cui proviene il nome aggiuntivo di Alma Mater Rudolfina. Dopo l’Università Carolina di Praga, l’Università di Vienna è la seconda università più antica dell’Europa Centrale e la più antica tra i paesi di lingua tedesca. L’edificio principale attuale sulla Ringstraße fu costruito tra il 1877 ed il 1884 da Heinrich von Ferstel.

Der Rathausplatz (Wiener Rathaus und Christkindlmarkt)

Il Municipio di Vienna (1872- 1883) fu costruito da Friedrich von Schmidt, ex-capomastro del duomo di Colonia, ed è la più importante costruzione neogotica laica di Vienna.

Das Burgtheater (1874-1888)

L’edificio del Teatro Nazionale Austriaco fu costruito su progetto di Gottfried Semper e Karl von Hasenauer. Sin dal 1776 il teatro, fondato dall’imperatore Giuseppe II e allora chiamato Teatro di Corte Nazionale, è considerato uno dei teatri più importanti dei paesi di lingua tedesca.

Die Wiener Hofburg

Il Complesso dell’Hofburg fu costruito a partire dal XIII secolo e venne espanso nei secoli grazie alla dinastia degli Asburgo, che per quasi otto secoli resse le sorti dell’Austria, del Sacro Romano Impero, dell’Impero austriaco e dell’Impero austro-ungarico. È costituito da una serie di residenze a palazzi tra loro apparentemente distaccati: la Cappella Imperiale (Hofkapelle o Burgkapelle), il Naturhistorisches Museum e il Kunsthistorisches Museum, la Biblioteca Nazionale Austriaca (Hofbibliothek), il tesoro imperiale (Schatzkammer), il Teatro Nazionale Austriaco (Burgtheater), la Scuola di cavalleria spagnola (Hofreitschule), le stalle imperiali (Stallburg e Hofstallungen), e il Centro Congressi Hofburg. Il Complesso si affaccia sulla Heldenplatz (Piazza degli Eroi); nel 1938 Adolf Hitler annunciò alla folla riunita nella piazza l’annessione dell’Austria al Terzo Reich.

Der Stephansdom

La Cattedrale di Santo Stefano è la cattedrale metropolitana di Vienna e il suo campanile è uno dei più alti del mondo. Le fondazioni dell’edificio risalgono al 1147, quando sul luogo dell’attuale cattedrale fu realizzata una chiesa di pianta romanica. Una seconda più grande struttura sempre di pianta romanica fu edificata nel XIII secolo. Tra il XIV e il XV secolo che la chiesa assunse una conformazione gotica, e più tardi ulteriori aggiunte furono effettuate dagli Asburgo. Nel 1515 la cattedrale ospitò il doppio matrimonio tra i nipoti di Massimiliano e i figli del re di Ungheria. Nel 1791 vi si tenne il funerale di Wolfgang Amadeus Mozart e nel 1916 quello dell’imperatore Francesco Giuseppe. La cattedrale fu gravemente danneggiata dai bombardamenti degli Alleati e dall’incendio che ne seguì nel 1945. Tre anni più tardi vennero completati i lavori di ricostruzione e restauro della chiesa.

Modern congress venues

“Quando ci si ferma si cessa di essere moderni. È come un fiume che non è più tale se cessa di scorrere, o il vento che non è più vento se cessa di soffiare. Modernizzare o modernizzarsi, significa cambiare continuamente cioè non accettare le cose così come sono e cambiarle.” (Zygmunt Bauman)

Centro Congressi La Nuvola a Roma

Tributo a Notre-Dame de Paris (1163-1344)

La Cattedrale di Notre-Dame nel 2010

 

In seguito all’incendio avvenuto il 15 aprile 2019, vogliamo ricordare la Cattedrale di Notre-Dame di Parigi così come la descriveva Victor Hugo in una parte del suo libro:

(…) il est, à coup sûr, peu de plus belles pages architecturales que cette façade où, successivement et à la fois, les trois portails creusés en ogive, le cordon brodé et dentelé des vingt-huit niches royales, l’immense rosace centrale flanquée de ses deux fenêtres latérales comme le prêtre du diacre et du sous-diacre, la haute et frêle galerie d’arcades à trèfle qui porte une lourde plate-forme sur ses fines colonnettes, enfin les deux noires et massives tours avec leurs auvents d’ardoise, parties harmonieuses d’un tout magnifique, superposées en cinq étages gigantesques, se développent à l’œil, en foule et sans trouble, avec leurs innombrables détails de statuaire, de sculpture et de ciselure, ralliés puissamment à la tranquille grandeur de l’ensemble; vaste symphonie en pierre, pour ainsi dire; œuvre colossale d’un homme et d’un peuple, tout ensemble une et complexe comme les Iliades et les Romanceros dont elle est sœur; produit prodigieux de la cotisation de toutes les forces d’une époque, où sur chaque pierre on voit saillir en cent façons la fantaisie de l’ouvrier disciplinée par le génie de l’artiste; sorte de création humaine, en un mot, puissante et féconde comme la création divine dont elle semble avoir dérobé le double caractère: variété, éternité.

(citazione tratta da Notre-Dame de Paris. 1482 di Victor Hugo, libro III, capitolo I)

“(…) esistono sicuramente poche pagine architettoniche più belle di questa facciata sulla quale, successivamente e insieme, i tre portali incavati ad ogiva, il cordone ricamato fiancheggiato dalle sue due finestre laterali come il prete dal diacono e dal sottodiacono, l’alta e fragile loggia di archi trilobati che sostiene una pesante piattaforma sulle sue sottili colonnette, infine le due nere e massicce torri con le loro tettoie di ardesia, parti armoniose di un magnifico insieme, sovrapposte in cinque giganteschi piani, si sviluppano sotto lo sguardo, in gran numero ma ordinatamente, con i loro multiformi particolari di statuaria, di scultura e di cesellatura, potentemente armonizzati alla tranquilla grandezza dell’insieme; vasta sinfonia di pietra, per così dire; opera colossale di un uomo e di un popolo, unica e al tempo stesso complessa come l’Iliade e i Romanceros di cui è sorella; prodotto prodigioso del contributo di tutte le energie di un’epoca, ove su ogni pietra si vede impressa in cento modi diversi la fantasia dell’operaio disciplinata dal genio dell’artista; sorta di creazione umana, in poche parole, potente e feconda come la creazione divina a cui sembra aver strappato il suo duplice carattere: la varietà e l’eternità.”

Villa d’Este a Tivoli, oasi paradisiaca del Cinquecento

Questa presentazione richiede JavaScript.

1560: in seguito a una campagna di espropri di terreni e abitazioni nella “Valle Gaudente”, il cardinale di Ferrara Ippolito d’Este (1509-1572), divenuto governatore di Tivoli nel 1550, commissionò all’architetto Alberto Galvani la ristrutturazione del convento benedettino di Santa Maria Maggiore. L’ideazione del giardino e dei giochi d’acqua di quella che sarebbe rimasta famosa come Villa d’Este fu dovuta rispettivamente a Pirro Ligorio e a Tommaso Ghinucci.

Il giardino fu in seguito rinnovato dal cardinale Alessandro d’Este (1568-1624), che commissionò la realizzazione di nuove fontane, due delle quali a Gianlorenzo Bernini.

Nel ‘700 la villa fu abbandonata e nell’ ‘800 passò in proprietà prima degli Asburgo e poi del cardinale Gustav Hohenlohe (1823-1896).

Dopo la prima guerra mondiale, Villa d’Este divenne proprietà dello Stato italiano.

Ecco come bisogna essere! Bisogna essere come l’acqua. Niente ostacoli – essa scorre. Trova una diga, allora si ferma. La diga si spezza, scorre di nuovo. In un recipiente quadrato, è quadrata. In uno tondo, è rotonda. Ecco perché è più indispensabile di ogni altra cosa. Niente esiste al mondo più adattabile dell’acqua. E tuttavia quando cade sul suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei.

(citazione di Lao Tzu)