Tra i canali di due Venezie

Venezia

Ma quando siamo usciti, stanchi e intontiti, dalla stazione di Venezia e abbiamo visto il Canal Grande e i palazzi marmorei che sfioravano l’acqua melmosa, quel gioiello di cultura che si dondolava sui canali fetidi e muffosi, abbiamo improvvisamente compreso quanto forte e tenace è l’uomo e quanto meraviglioso è il suo spirito, e si è destato in noi un tale amore per l’umanità, l’umanità con le sue pene e le sue epidemie; e siamo penetrati ad occhi aperti dentro un sogno, perché Venezia è il sogno di ogni città…

(Abraham Yeshoua)

Amsterdam

Chi dice „Amsterdam Venezia del Nord“ deve aver visto queste città solo sull’atlante. L’acqua di Venezia è un’acqua estetica colata direttamente dal sogno, quella di Amsterdam è un’acqua idraulica, utile alle faccende umane. Venezia è una città sul mare, Amsterdam sta sulla terra. Amstel dam: diga sul fiume Amstel, per fermare l’acqua, controllarla, ben piantati sulla terra. Durezza e resistenza della pietra, dolcezza e fluidità dell’acqua. I canali sono stati scavati nella terra, per imporre un ordine, non per tracciare un disegno.

(Claudio Canal)

Parco Villa Gregoriana a Tivoli: natura, storia e l’estetica del sublime

Nel 1832 Papa Gregorio XVI promosse una grandiosa opera di ingegneria idraulica per contenere le continue esondazioni dell’Aniene, incanalando le sue acque in un doppio traforo scavato nel monte Catillo e ingrossandole poi artificialmente dando così vita ai 120 metri di salto della nuova Cascata Grande, seconda in Italia dopo le Marmore. Compiuta l’opera, il Papa creò il Parco che porta il suo nome e che per oltre un secolo fu meta di artisti, letterati e uomini di cultura che ne raccontarono al mondo la bellezza.

(testo tratto dal sito del FAI)

I giardini della Reggia di Caserta

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La costruzione della Reggia di Caserta, il palazzo reale più grande del mondo e l’ultimo grande esempio del Barocco italiano, iniziò nel 1752 su commissione di Carlo di Borbone (1716-1788) e terminò nel 1845. La reggia rappresentava il centro del nuovo Regno di Napoli successivamente alla dominazione spagnola. La nuova capitale amministrativa del regno si ergeva sulla pianura di Terra di Lavoro, dove sorgeva il palazzo cinquecentesco degli Acquaviva. L’edificio fu progettato dall’architetto Luigi Vanvitelli (1700-1773), figlio del pittore Gaspar Van Wittel, il quale prese parte al restauro della cupola di San Pietro sotto Papa Benedetto XIV.

Il parco della reggia si estende per 3 chilometri di lunghezza in direzione sud-nord su una superficie di 120 ettari. Dal centro della facciata posteriore del palazzo partono due viali paralleli interrotti da fontane suggestive che partono dal giardino all’italiana e lo collegano al giardino all’inglese: la Fontana Margherita, la Vasca e la Fontana dei Delfini, la Vasca e la Fontana di Eolo, la Vasca e la Fontana di Cerere, le Cascatelle e la Fontana di Venere e Adone, la Fontana di Diana e Atteone, e la Grande Cascata.

There’s a part of you – the born-again part, your spirit – that’s dead to sin. That’s why it bothers you now when you sin. The “wilderness” part of you – your soul – is your unrenewed mind, out-of-control emotions, and stubborn will.

(citazione di Joyce Meyer)

“C’è una parte di te – la parte rinata, il tuo spirito – che è morta al peccato. Per questo adesso ti disturba quando cadi nel peccato. La parte ‘selvaggia’ di te – la tua anima – è la tua mente non rinnovata, sono le tue emozioni incontrollate, e la tua volontà ostinata.”

A spasso per la città della musica: la Ringstraße

Die Straßen Wiens sind mit Kultur gepflastert, die Straßen anderer Städte mit Asphalt.

(Karl Kraus)

“Le strade di Vienna sono lastricate di cultura, le strade delle altre città di asfalto.”

 

Die Votivkirche (1856-1879)

La Chiesa Votiva in stile neogotico fu progettata dall’architetto Heinrich Ferstel, che si ispirò all’architettura gotica francese duecentesca; è luogo di culto e simbolo nazionale dello stato austro-ungarico.

Die Universität Wien

L’Università di Vienna fu fondata nel 1365 dal Duca Rodolfo IV e dai fratelli Alberto III e Leopoldo III, da cui proviene il nome aggiuntivo di Alma Mater Rudolfina. Dopo l’Università Carolina di Praga, l’Università di Vienna è la seconda università più antica dell’Europa Centrale e la più antica tra i paesi di lingua tedesca. L’edificio principale attuale sulla Ringstraße fu costruito tra il 1877 ed il 1884 da Heinrich von Ferstel.

Der Rathausplatz (Wiener Rathaus und Christkindlmarkt)

Il Municipio di Vienna (1872- 1883) fu costruito da Friedrich von Schmidt, ex-capomastro del duomo di Colonia, ed è la più importante costruzione neogotica laica di Vienna.

Das Burgtheater (1874-1888)

L’edificio del Teatro Nazionale Austriaco fu costruito su progetto di Gottfried Semper e Karl von Hasenauer. Sin dal 1776 il teatro, fondato dall’imperatore Giuseppe II e allora chiamato Teatro di Corte Nazionale, è considerato uno dei teatri più importanti dei paesi di lingua tedesca.

Die Wiener Hofburg

Il Complesso dell’Hofburg fu costruito a partire dal XIII secolo e venne espanso nei secoli grazie alla dinastia degli Asburgo, che per quasi otto secoli resse le sorti dell’Austria, del Sacro Romano Impero, dell’Impero austriaco e dell’Impero austro-ungarico. È costituito da una serie di residenze a palazzi tra loro apparentemente distaccati: la Cappella Imperiale (Hofkapelle o Burgkapelle), il Naturhistorisches Museum e il Kunsthistorisches Museum, la Biblioteca Nazionale Austriaca (Hofbibliothek), il tesoro imperiale (Schatzkammer), il Teatro Nazionale Austriaco (Burgtheater), la Scuola di cavalleria spagnola (Hofreitschule), le stalle imperiali (Stallburg e Hofstallungen), e il Centro Congressi Hofburg. Il Complesso si affaccia sulla Heldenplatz (Piazza degli Eroi); nel 1938 Adolf Hitler annunciò alla folla riunita nella piazza l’annessione dell’Austria al Terzo Reich.

Der Stephansdom

La Cattedrale di Santo Stefano è la cattedrale metropolitana di Vienna e il suo campanile è uno dei più alti del mondo. Le fondazioni dell’edificio risalgono al 1147, quando sul luogo dell’attuale cattedrale fu realizzata una chiesa di pianta romanica. Una seconda più grande struttura sempre di pianta romanica fu edificata nel XIII secolo. Tra il XIV e il XV secolo che la chiesa assunse una conformazione gotica, e più tardi ulteriori aggiunte furono effettuate dagli Asburgo. Nel 1515 la cattedrale ospitò il doppio matrimonio tra i nipoti di Massimiliano e i figli del re di Ungheria. Nel 1791 vi si tenne il funerale di Wolfgang Amadeus Mozart e nel 1916 quello dell’imperatore Francesco Giuseppe. La cattedrale fu gravemente danneggiata dai bombardamenti degli Alleati e dall’incendio che ne seguì nel 1945. Tre anni più tardi vennero completati i lavori di ricostruzione e restauro della chiesa.

La magia del Golfo di Napoli

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Veduta dalla Chiesa di S. Pietro a Pantaniello, Castello Aragonese di Ischia

 

Capri, l’isola elegante

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Capri, regina di rocce, 
nel tuo vestito 
color giglio e amaranto 
son vissuto per svolgere 
dolore e gioia, la vigna 
di grappoli abbaglianti 
conquistati nel mondo, 
il trepido tesoro 
d’aroma e di capelli, 
lampada zenitale, rosa espansa, 
arnia del mio pianeta.

Vi sbarcai in inverno. 
La veste di zaffiro 
custodiva ai suoi piedi, 
e nuda sorgeva in vapori 
di cattedrale marina. 
Una bellezza di pietra. In ogni 
scheggia della sua pelle rinverdiva 
la primavera pura 
che celava un tesoro tra le crepe. 
Un lampo rosso e giallo 
sotto la luce tersa 
giaceva sonnolento 
aspettando 
di scatenare la sua forza. 
Sulla riva di uccelli immobili, 
in mezzo al cielo, 
un grido rauco, il vento 
e la schiuma indicibile. 
D’argento e pietra è la tua veste, appena 
erompe il fiore azzurro a ricamare 
il manto irsuto 
col suo sangue celeste. 
Solitaria Capri, vino 
di chicchi d’argento, 
calice d’inverno, pieno 
di fermento invisibile, 
alzai la tua fermezza, 
la tua luce soave, le tue forme, 
e il tuo alcol di stella 
bevvi come se adagio 
nascesse in me la vita.

Isola, dai tuoi muri 
ho colto il piccolo fiore notturno 
e lo serbo sul petto. 
E dal mare, girando intorno a te, 
ho fatto un anello d’acqua 
che è rimasto sulle onde 
a cingere le torri orgogliose 
di pietra fiorita, 
le cime spaccate 
che ressero il mio amore 
e serberanno con mani implacabili 
l’impronta dei miei baci.

(“Chioma di Capri”, poesia di Pablo Neruda tratta da L’uva e il vento, 1954)

 

Ischia, l’isola selvaggia

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Fra tante belli cose c’ha criato
‘o Padreterno ‘ncopp’ a chesta terra,
na cosa ha fatto che nce s’è spassato:
immiez’ a nu golfo nu pezzullo ‘e terra.
E ‘ncoppa a chesta terra profumata,
c’addora ‘e pace e regna na quieta,
chest’isola da tutte decantata,
te ce ha piazzato pure na pineta.
Ischia, paraviso ‘e giuventù ,
Ischia, chistu mare è sempre blu!
Chistu cielo ch’è n’incanto,
chistu golfo ch’è nu vanto
chesto ‘o tiene sulo tu!
Sti bellizze songhe ‘o vero!
Chesto ‘o dice ‘o forestiero,
ca scurdà nun te pò cchiù .

‘A primma vota ca nce sò venuto
‘ncopp’ a stu scoglio d’oro illuminato,
senza parola sò rimasto, e muto
pe chesta spiaggia me sò ‘ncammenato…
Vedenno cu ‘o due pezzi sti ffigliole,
‘a verità ?, so asciuto d’ ‘o sentiero:
i’ ch’ero già mbriaco ‘e mare, ‘e sole,
overo, sì, aggiù fatto nu pensiero…

(“Ischia mia”, canzone di Totò, 1957)

 

Procida, l’isola silenziosa

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I miei occhi e i miei pensieri lasciavano il cielo con dispetto, riandando a posarsi sul mare, il quale, appena io lo riguardavo, palpitava verso di me, come un innamorato.

Ah, io non chiederei di essere un gabbiano, né un delfino: mi accontenterei di essere uno scorfano, ch’è il pesce più brutto del mare, pur di ritrovarmi laggiù, a scherzare in quell’acqua. 

(citazioni tratte da L’isola di Arturo di Elsa Morante, 1957)

Tributo a Notre-Dame de Paris (1163-1344)

La Cattedrale di Notre-Dame nel 2010

 

In seguito all’incendio avvenuto il 15 aprile 2019, vogliamo ricordare la Cattedrale di Notre-Dame di Parigi così come la descriveva Victor Hugo in una parte del suo libro:

(…) il est, à coup sûr, peu de plus belles pages architecturales que cette façade où, successivement et à la fois, les trois portails creusés en ogive, le cordon brodé et dentelé des vingt-huit niches royales, l’immense rosace centrale flanquée de ses deux fenêtres latérales comme le prêtre du diacre et du sous-diacre, la haute et frêle galerie d’arcades à trèfle qui porte une lourde plate-forme sur ses fines colonnettes, enfin les deux noires et massives tours avec leurs auvents d’ardoise, parties harmonieuses d’un tout magnifique, superposées en cinq étages gigantesques, se développent à l’œil, en foule et sans trouble, avec leurs innombrables détails de statuaire, de sculpture et de ciselure, ralliés puissamment à la tranquille grandeur de l’ensemble; vaste symphonie en pierre, pour ainsi dire; œuvre colossale d’un homme et d’un peuple, tout ensemble une et complexe comme les Iliades et les Romanceros dont elle est sœur; produit prodigieux de la cotisation de toutes les forces d’une époque, où sur chaque pierre on voit saillir en cent façons la fantaisie de l’ouvrier disciplinée par le génie de l’artiste; sorte de création humaine, en un mot, puissante et féconde comme la création divine dont elle semble avoir dérobé le double caractère: variété, éternité.

(citazione tratta da Notre-Dame de Paris. 1482 di Victor Hugo, libro III, capitolo I)

“(…) esistono sicuramente poche pagine architettoniche più belle di questa facciata sulla quale, successivamente e insieme, i tre portali incavati ad ogiva, il cordone ricamato fiancheggiato dalle sue due finestre laterali come il prete dal diacono e dal sottodiacono, l’alta e fragile loggia di archi trilobati che sostiene una pesante piattaforma sulle sue sottili colonnette, infine le due nere e massicce torri con le loro tettoie di ardesia, parti armoniose di un magnifico insieme, sovrapposte in cinque giganteschi piani, si sviluppano sotto lo sguardo, in gran numero ma ordinatamente, con i loro multiformi particolari di statuaria, di scultura e di cesellatura, potentemente armonizzati alla tranquilla grandezza dell’insieme; vasta sinfonia di pietra, per così dire; opera colossale di un uomo e di un popolo, unica e al tempo stesso complessa come l’Iliade e i Romanceros di cui è sorella; prodotto prodigioso del contributo di tutte le energie di un’epoca, ove su ogni pietra si vede impressa in cento modi diversi la fantasia dell’operaio disciplinata dal genio dell’artista; sorta di creazione umana, in poche parole, potente e feconda come la creazione divina a cui sembra aver strappato il suo duplice carattere: la varietà e l’eternità.”

Villa d’Este a Tivoli, oasi paradisiaca del Cinquecento

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1560: in seguito a una campagna di espropri di terreni e abitazioni nella “Valle Gaudente”, il cardinale di Ferrara Ippolito d’Este (1509-1572), divenuto governatore di Tivoli nel 1550, commissionò all’architetto Alberto Galvani la ristrutturazione del convento benedettino di Santa Maria Maggiore. L’ideazione del giardino e dei giochi d’acqua di quella che sarebbe rimasta famosa come Villa d’Este fu dovuta rispettivamente a Pirro Ligorio e a Tommaso Ghinucci.

Il giardino fu in seguito rinnovato dal cardinale Alessandro d’Este (1568-1624), che commissionò la realizzazione di nuove fontane, due delle quali a Gianlorenzo Bernini.

Nel ‘700 la villa fu abbandonata e nell’ ‘800 passò in proprietà prima degli Asburgo e poi del cardinale Gustav Hohenlohe (1823-1896).

Dopo la prima guerra mondiale, Villa d’Este divenne proprietà dello Stato italiano.

Ecco come bisogna essere! Bisogna essere come l’acqua. Niente ostacoli – essa scorre. Trova una diga, allora si ferma. La diga si spezza, scorre di nuovo. In un recipiente quadrato, è quadrata. In uno tondo, è rotonda. Ecco perché è più indispensabile di ogni altra cosa. Niente esiste al mondo più adattabile dell’acqua. E tuttavia quando cade sul suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei.

(citazione di Lao Tzu)