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Due parole su InterGlobArte…

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“Abbiamo viaggiato intorno al mondo, udito molte lingue. Abbiamo vissuto in molti climi. Forse coi nostri sensi abbiamo vissuto più cose di quante gli altri esseri umani osino immaginare.” (Kiana Davenport, scrittrice americana di origini hawaiane)

InterGlobArte è una piattaforma di blogging e guest blogging creata da un’interprete e traduttrice professionista curiosa e profondamente appassionata della diversità del mondo e dei suoi mille colori. Dopo anni di studio e approfondimento delle lingue, delle culture e delle società straniere e anni di lavoro nei più svariati contesti internazionali, questo blog nasce come tentativo di mettere nero su bianco mondi esplorati e mondi ancora da esplorare. Perché non si finisce di imparare mai, ma si guarda al futuro con voglia di scoprire sempre.

Se siete interessati a una o più categorie del blog (Arte – Culture e Tradizioni – Lingue Traduzione Interpretariato – Libri e cinema – Economia e società) potete sottoporre i vostri articoli all’indirizzo email alessandra.checcarelli@hotmail.com aggiungendo il vostro nome, cognome e una breve descrizione del vostro profilo personale e/o professionale. Una volta accettato, l’articolo sarà pubblicato nella rispettiva categoria di appartenenza.

Aria di primavera in cucina

Siamo tornati con le freschissime ricette primaverili della dottoressa Giovanna Mormina!

Lasagna di patate e carciofi

Lasagna di patate e carciofi

Gli ingredienti speciali della ricetta sono le patate, che apportano potassio (che contrasta la ritenzione idrica) e i carciofi, ricchi di inulina (una fibra che contrasta la stipsi e aumenta il senso di sazietà) e di cinarina (che facilita il valoro del fegato),

Patate – carciofi – ricotta – grana grattugiato – olio extravergine di oliva – sale

Affettare le patate e i carciofi. Disporre su una teglia rivestita con carta da forno uno strato di patate coperto con uno strato di crema di ricotta. Coprire con uno strato di carciofi e uno di crema di ricotta. Proseguire fino a esaurimento degli ingredienti. Spolverizzare il piatto con il grana e cuocere in forno a 200° per 15 minuti.

Tortino di alici con origano e pomodorini

Tortino di alici

Alici – pomodorini Piccadilly – olio extravergine di oliva – origano – sale

Disporre le alici pulite su una placca rivestita di carta da forno con un filo di olio. Tagliare i pomodorini a spicchi, condirli con olio, sale e origano e porli sullo strato di alici. Fare altri strati fino a esaurimento degli ingredienti. Cuocere in forno precedentemente riscaldato a 180° per 15 minuti.

Insalata di farro, carote e noci

Insalata di farro

Farro – carote – noci – feta o primosale – pomodorini – origano – olio extravergine di oliva

Lessare il farro. Riunire in una terrina le carote grattugiate, le noci tritate grossolanamente, il formaggio tagliato a cubetti e i pomodorini tagliati a metà. Aggiungere il farro e condire con olio e origano.

Rotolo con fragole o lamponi

Rotolo con fragole o lamponi

60 grammi di farina 00 – 60 grammi di fecola di patate – 100 grammi di zucchero a velo – 1 limone – 3 uova – 200 grammi di fragole o lamponi – 30 grammi di mandorle tritate – 100 grammi di ricotta

Montare i tuorli con 60 grammi di zucchero a velo, poi incorporare la scorza del limone grattugiata, la farina, la fecola e gli albumi montati a neve. Versare il composto su una placca rivestita di carta da forno e infornare a 200° per 15 minuti. Capovolgere il panbiscotto su un canovaccio e farlo raffreddare. Eliminare la carta da forno, arrotolare il panbiscotto su se stesso e avvolgerlo nel telo. Lavare le fragole o i lamponi e frullarne una parte con la ricotta. Spalmare la crema sul rotolo e distribuirvi la frutta rimasta. Arrotolare il dolce, avvolgerlo nella pellicola e porlo in frigo. Servirlo a fette dopo averlo spolverizzato con lo zucchero a velo.

E buon appetito!

Per saperne di più sulla dottoressa Giovanna Mormina, dietologa ed endocrinologa di Roma con esperienza trentennale, potete visitare e seguire la sua pagina Facebook https://www.facebook.com/dottssagiovannamormina/, sempre ricca di idee, spunti e consigli utili e interessanti per una vita all’insegna della salute e del benessere!

“La primavera non lo sapeva” (2020), Irene Vella

La primavera

In questi giorni di quarantena obbligatoria dopo lo scoppio della pandemia di Covid-19, la giornalista e scrittrice Irene Vella regala all’Italia un bellissimo messaggio di speranza, una poesia dal titolo “La primavera non lo sapeva”.

Era l’11 marzo del 2020, le strade erano vuote, i negozi chiusi, la gente non usciva più.
Ma la primavera non sapeva nulla.
Ed i fiori continuavano a sbocciare,
Ed il sole a splendere,
E tornavano le rondini,
E il cielo si colorava di rosa e di blu.
La mattina si impastava il pane e si infornavano i ciambelloni.
Diventava buio sempre più tardi e la mattina le luci entravano presto dalle finestre socchiuse.
Era l’11 marzo 2020, i ragazzi studiavano connessi a Gsuite.
E nel pomeriggio immancabile l’appuntamento a tressette.
Fu l’anno in cui si poteva uscire solo per fare la spesa.
Dopo poco chiusero tutto,
Anche gli uffici.
L’esercito iniziava a presidiare le uscite e i confini,
Perché non c’era più spazio per tutti negli ospedali
E la gente si ammalava.
Ma la primavera non lo sapeva e le gemme continuavano ad uscire.
Era l’11 marzo del 2020, tutti furono messi in quarantena obbligatoria,
I nonni le famiglie e anche i giovani,
Allora la paura diventò reale
E le giornate sembravano tutte uguali.
Ma la primavera non lo sapeva e le rose tornarono a fiorire.
Si riscoprì il piacere di mangiare tutti insieme,
Di scrivere lasciando libera l’immaginazione,
Di leggere volando con la fantasia.
Ci fu chi imparò una nuova lingua,
Chi si mise a studiare e chi riprese l’ultimo esame che mancava alla tesi,
Chi capì di amare davvero, separato dalla vita,
Chi smise di scendere a patti con l’ignoranza,
Chi chiuse l’ufficio e aprì un’osteria con solo otto coperti,
Chi lasciò la fidanzata per urlare al mondo l’amore per il suo migliore amico.
Ci fu chi diventò dottore per aiutare chiunque un domani ne avesse avuto bisogno.
Fu l’anno in cui si capì l’importanza della salute e degli affetti veri,
L’anno in cui il mondo sembrò fermarsi
E l’economia andare a picco.
Ma la primavera non lo sapeva e i fiori lasciarono il posto ai frutti.
E poi arrivò il giorno della liberazione.
Eravamo alla TV e il primo ministro disse a reti unificate che l’emergenza era finita
E che il virus aveva perso,
Che gli italiani tutti insieme avevano vinto.
E allora uscimmo per strada
Con le lacrime agli occhi,
Senza mascherine e guanti,
Abbracciando il nostro vicino
Come fosse nostro fratello.
E fu allora che arrivò l’estate,
Perché la primavera non lo sapeva
Ed aveva continuato ad esserci,
Nonostante tutto,
Nonostante il virus,
Nonostante la paura,
Nonostante la morte,
Perché la primavera non lo sapeva,
Ed insegnò a tutti
La forza della vita.

Losar, il capodanno tibetano

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In Tibet la festa più importante del calendario è il Losar, ovvero il capodanno, che quest’anno è caduto tra il 24 e il 26 febbraio.

Questa festa risale al periodo pre-buddista, quando i tibetani erano di religione Bon e facevano un rito spirituale ogni inverno. In seguito, sotto il regno di Pude Gungyal, il nono re del Tibet, il Losar è diventato una festa buddista annuale. Si narra anche che la festa ebbe inizio quando l’anziana Belma introdusse l’unità di misura del tempo basata sulle fasi lunari nel periodo autunnale; in questo caso il Losar sarebbe nato come festa religiosa che celebrava l’agricoltura.

I festeggiamenti durano due settimane, con antiche cerimonie, canti, danze, passaggi di torce di fuoco tra la folla e battaglie tra re e ministri. Gli ultimi due giorni dell’anno vecchio, detto Gutor, sono dedicati il primo alla pulizia di casa e alla celebrazione con i piatti tipici (tra cui una zuppa di carne e verdure servita con ravioli), il secondo alle cerimonie religiose nei monasteri (con doni ai monaci e sparo di petardi per scacciare gli spiriti maligni). Il primo giorno del Losar è dedicato alle celebrazioni religiose con canti e banchetti e all’usanza di portare un secchio al fiume per riempirlo della prima acqua che scorre nel nuovo anno; il secondo alle visite di amici e parenti e alle fiaccolate per scacciare gli spiriti maligni; il terzo alle visite e alle offerte ai monasteri locali.

Alcuni piatti tipici del capodanno tibetano sono i Momo (ravioli grandi ripieni di verdure), il Dahl (lenticchie speziate accompagnate con riso bianco), il Palaak paneer (tofu grigliato in salsa di spinaci), i Khapse (biscotti fritti con diverse forme preparati con farina, uova, burro e zucchero).

Una famosa tradizione tibetana è la creazione e distruzione dei Màndala (dall’antico sanscrito “cerchio”). I Màndala sono raffigurazioni circolari buddiste e induiste che rappresentano l’universo e sono decorate all’interno con cerchi, quadrati o altre forme geometriche antiche con un significato spirituale. Nel buddismo tibetano sono decorati con granelli di sabbia colorata (ottenuta da pietre macinate e tinte con inchiostri colorati opachi, secondo la pratica dul-tson-kyil-khor) versati sulla superficie con un imbuto di metallo stretto detto Chakpur dal centro verso l’esterno da quattro monaci che lavorano contemporaneamente, ciascuno su un quadrante del Màndala contornato con il gesso o la matita. Appena completato, il Màndala viene distrutto per simboleggiare il non attaccamento al mondo materiale (nulla dura per sempre).

Blockchain e criptovalute: quali sviluppi per il settore della traduzione?

Blockchain

Traduzione dall’inglese dell’articolo “Blockchain in the language services industry – A revolution not quite in the making” di Belén Agulló García apparso su Nimdzi: https://www.nimdzi.com/blockchain-language-services-industry/ 

Si sente parlare di blockchain e bitcoin da più di dieci anni ormai, ma la gran parte di noi comuni mortali fatica ancora a capire come funziona tutta questa tecnologia messa insieme, senza neanche pensare alle sue implicazioni per il settore di servizi linguistici. Proviamo a capirci qualcosa.

Cos’è la blockchain?

Questa tecnologia è nata a supporto dell’infrastruttura necessaria per le transazioni con le criptovalute come bitcoin o ethereum. La blockchain e il bitcoin sono stati creati da Satoshi Nakamoto (che è un nome falso). Nessuno sa chi in realtà si nasconde dietro a questa invenzione, ma Satoshi Nakamoto era il Bansky delle criptovalute nel 2008.

La blockchain [letteralmente “catena di blocchi”, N.d.T.] è un elenco di registrazioni o un registro. Questo registro è pubblico e permanente. Qualsiasi elemento di valore può essere trasferito da una parte all’altra e registrato, così da generare un sistema affidabile. I dati registrati non possono essere modificati o alterati poiché ciò vorrebbe dire modificare l’intera catena di blocchi, per questo motivo la blockchain è considerata sicura.

Queste informazioni memorizzate digitalmente sono chiamate blocchi. La banca dati peer-to-peer della blockchain è sincronizzata, decentralizzata, e distribuita. Non esiste copia cartacea della banca dati in nessun luogo specifico, come avviene con le banche dati tradizionali. Tutti gli utenti hanno lo stesso livello di privilegi nella rete. Ciò presenta un potenziale problema di scalabilità per la blockchain. Se la banca dati diventa enorme, saranno necessarie macchine più potenti e una quantità maggiore di energia per creare i nodi. Ancora non siamo arrivati a questo punto.

Criptovaluta: un esempio

Vediamo un esempio del principale settore che sfrutta la blockchain: le criptovalute.

Suzie vuole trasferire a Anthony 100 bitcoin. Ordina la transazione e questa viene registrata nella rete pubblica in modalità del tutto anonima. Gli utenti nella rete bitcoin non vedono il nome di Suzie e Anthony, ma la loro transazione è identificata da un codice unico, detto hash, che può essere tracciato. In seguito gli utenti della comunità bitcoin, detti miner, devono validare la transazione, ovvero verificare che non ci sia nulla di illegale, come ad esempio una doppia spesa. Doppia spesa vuol dire usare la stessa criptovaluta più di una volta, così da diventare dei potenziali cripto-milionari, ma il sistema non consente di farlo.

Una volta verificata la transazione, questa diventa un blocco. In seguito la comunità deve mettersi d’accordo sull’aggiunta del blocco al registro. Ciascun blocco di dati relativi alla transazione è “incatenato” all’ultimo blocco registrato. In seguito gli viene assegnato un hash crittografico, o firma digitale, in modo da collegare entrambi i blocchi e confermare l’integrità dei blocchi precedenti. In questo modo, la transazione tra Suzie e Anthony è registrata in modo affidabile, immutabile e permanente in questa banca dati pubblica, decentralizzata e aperta. Ciascun blocco ha una chiave criptata privata o password che è necessaria per accedere alle informazioni in quel blocco specifico. (…)

Esempi di utilizzo della blockchain

Quello delle transazioni con le criptovalute è attualmente il principale settore che sfrutta i vantaggi della blockchain, ma esistono altre applicazioni di questa tecnologia, come ad esempio gli smart contract.

Questi vengono eseguiti senza l’interazione umana al soddisfacimento di alcune condizioni o regole pre-programmate. Ciò consente di eseguire un contratto evitando il coinvolgimento di terze parti e impedisce alle parti di commettere frodi o modificare le condizioni una volta raggiunto l’accordo. Gli esempi di utilizzo degli smart contract sono infiniti. Ad esempio, nella catena di distribuzione questi contratti possono essere utilizzati per stabilire condizioni contrattuali specifiche trasparenti e disponibili per tutte le parti. Possono anche essere utilizzati per gestire i diritti di proprietà nel processo di distribuzione e per localizzare i beni e i prodotti. Una volta consegnate e verificate le forniture, il pagamento può avvenire automaticamente. Questo semplifica il processo ed elimina costi inutili.

Sono anche stati fatti dei tentativi per utilizzare la blockchain per le votazioni online, il che potrebbe essere una buona idea per coinvolgere un maggior numero di elettori. Ad esempio, nel 2018 la West Virginia ha offerto un sistema di voto elettronico basato sulla blockchain per le elezioni di medio termine. Le votazioni online erano state predisposte per i cittadini che vivevano all’estero, per l’esercito o per la marina mercantile. Tuttavia, la sicurezza suscita naturalmente preoccupazione in questo settore.

Con la tecnologia blockchain è possibile trasferire qualsiasi elemento di valore (valuta, beni o anche il voto), definito con il termine di nuovo conio “l’internet del valore”, in sicurezza da una parte all’altra.

La blockchain nel settore dei servizi linguistici

Cosa ha a che vedere la blockchain con il settore dei servizi linguistici? Alcune aziende sfruttano già questa tecnologia.

ONE HOUR TRANSLATION

One Hour Translation afferma di utilizzare già la tecnologia blockchain per condividere su richiesta i contenuti delle memorie di traduzione (TM), con lo scopo di migliorare i risultati della traduzione automatica neurale (NMT). In questo modo, il contenuto tradotto che può essere riservato sarebbe disponibile ai clienti a pagamento e la soluzione di traduzione automatica [MT, N.d.T.] sarebbe personalizzata in base alle necessità dei clienti. Un altro impiego di questa tecnologia da parte dell’azienda è la tracciabilità della qualità. Tutte le fasi del processo traduttivo sono registrate in un registro di metadati, come il nome, la data, la combinazione linguistica del traduttore, ecc. Poi, qualora vi fosse un problema di qualità, il cliente può avere accesso al blocco specifico in cui sono salvate le informazioni e verificare l’accaduto. L’azienda può anche decidere quali traduttori/revisori coinvolgere nei loro progetti sulla base di queste informazioni.

EXFLUENCY

Exfluency è un grande mercato basato sulla tecnologia blockchain. Non si tratta di un fornitore di servizi linguistici (LSP) di per sé, bensì si definisce un “mercato che facilita l’acquisto e la vendita della comunicazione multilingue”. Exfluency ha creato la propria Iniziale di Moneta Offerta o ICO (ovvero il proprio bitcoin) chiamata XFL. L’amministratore delegato, Robert Etches, è stato intervistato sul podcast di Globally Speaking (…) e ha affermato che Exfluency vuole essere una porta per la comunicazione linguistica, piuttosto che un guardiano. Exfluency ha fuso insieme tecnologia NMT e tecnologia blockchain, utilizzando la blockchain per diversi scopi:

1) eliminare gli intermediari, ovvero le agenzie di traduzione;
2) tracciare la qualità delle traduzioni e migliorarne l’affidabilità, in modo che chi acquista il servizio possa decidere quali linguisti assumere per i propri progetti;
3) semplificare i micropagamenti utilizzando una propria criptovaluta;
4) pagare i linguisti per il lavoro di correzione (o post editing) delle stringhe tradotte dalla traduzione automatica.

Exfluency afferma che i CAT tool [strumenti di traduzione assistita, N.d.T.] non saranno utilizzati in questo nuovo modello. I traduttori saranno pagati con token XFL per caricare i dati bilingue nel sistema. Una volta caricati, i dati bilingue appartengono alla comunità Exfluency, per cui possono essere utilizzati da tutti i traduttori. Inoltre i linguisti possono anche correggere o post-editare il contenuto generato dalla NMT qualora venisse loro richiesto, e saranno pagati con denaro fiat (ovvero dollari, euro o qualunque altra non-criptovaluta) per quel servizio. Secondo Etches, con questo modello “Vogliono riuscire a espandere quel mercato della [traduzione] da 50 miliardi di dollari a forse 75 miliardi.”

Altre aziende come Kolin stanno pensando a un modello simile: creare la propria ICO chiamata Kolins per pagare i traduttori per il lavoro svolto. Il risultato è un modello di crowdsourcing, poiché i traduttori sono volontari e vengono pagati in Kolins e non in denaro fiat. Kolin offre anche servizi professionali a prezzi diversi per i vari clienti.

I vantaggi della blockchain per il settore dei servizi linguistici

Riassumiamo cosa offre la blockchain al settore dei servizi linguistici:

Una rete distribuita peer-to-peer – Grazie a questo sistema, le terze parti che sono dotate di un server centrale con tutte le informazioni non sono più necessarie, quindi la comunità di traduttori può crescere senza bisogno di intermediari.

Decentralizzazione – Questo significa un maggiore livello di sicurezza in caso di disastro (come la distruzione di un server centrale o del computer). Sarebbe più sicura per i clienti e i traduttori, poiché minimizzerebbe il rischio di perdita dei dati.

Registro di informazioni non alterabile – Grazie alla fiducia riposta in un sistema blockchain, la comunità di traduttori sarebbe più affidabile e tracciabile.

Pensatelo come un intreccio di filigrana per tutte le fasi della catena di localizzazione – La blockchain esclude le agenzie o i linguisti imbroglioni che si servono di sistemi di qualità poco trasparenti, perché tutte le informazioni sono memorizzate e pubbliche.

È un’importante tecnologia da applicare alla gestione delle TM o della MT – La blockchain potrebbe potenzialmente risolvere i problemi di copyright relativi alla traduzione audiovisiva o letteraria. Una delle principali preoccupazioni in questi settori è come si utilizzano i CAT tool o anche la MT in un prodotto che genera diritti d’autore per chi svolge la traduzione. Con un sistema blockchain di TM o di MT, la titolarità di ciascuna stringa potrebbe essere tracciata, consentendo al soggetto di ricevere il pagamento per il suo contributo al testo audiovisivo o letterario. In questo modo il processo sarebbe più efficiente senza essere ingiusto nei confronti degli autori delle traduzioni.

Smart contract – Gli smart contract contribuirebbero all’eliminazione delle terze parti. Chi acquista un servizio di traduzione potrebbe automatizzare il flusso di lavoro con gli smart contract e rivolgersi direttamente ai traduttori professionisti.

Anonimizzazione delle “transazioni” – Sarà garantita la riservatezza delle transazioni.

Superamento dei limiti di pagamento – Se si effettuassero pagamenti in criptovalute non ci sarebbero le limitazioni dovute alle politiche bancarie o governative. Ma chi vuole essere pagato in criptovalute se il loro valore non è garantito da denaro fiat? Non siamo ancora a quel punto, ma è una bella idea per un’economia più globale.

Tenete d’occhio la blockchain

Per quanto la blockchain sia una tecnologia in fase embrionale nel settore dei servizi linguistici, possiamo comunque immaginare applicazioni molteplici e prospettive future.

Secondo Marco Iansiti e Karim R. Lakhani di Harvard Business Review, ci vorranno decenni per adottare la tecnologia blockchain. Inoltre, non vi sono ancora molti casi di successo, per cui è probabile che soltanto gli imprenditori più visionari (o chi vorrà scommetterci) abbracceranno per primi la rivoluzione blockchain nel settore dei servizi linguistici.

Il segreto, come per qualsiasi altro progresso tecnologico, sarà come coinvolgere chi è interessato, cioè i traduttori e i loro clienti, in questo nuovo modello. In che modo la blockchain è una soluzione migliore per tutti? Il settore dei servizi linguistici sta già attraversando una trasformazione dovuta alla MT e all’intelligenza artificiale. Forse la tecnologia blockchain sarà il collante che unirà tutte queste tecnologie così disparate, creando un ambiente nuovo e stimolante.

Quindi, d’ora in poi, fate anche voi la vostra parte!

I giardini della Reggia di Caserta

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La costruzione della Reggia di Caserta, il palazzo reale più grande del mondo e l’ultimo grande esempio del Barocco italiano, iniziò nel 1752 su commissione di Carlo di Borbone (1716-1788) e terminò nel 1845. La reggia rappresentava il centro del nuovo Regno di Napoli successivamente alla dominazione spagnola. La nuova capitale amministrativa del regno si ergeva sulla pianura di Terra di Lavoro, dove sorgeva il palazzo cinquecentesco degli Acquaviva. L’edificio fu progettato dall’architetto Luigi Vanvitelli (1700-1773), figlio del pittore Gaspar Van Wittel, il quale prese parte al restauro della cupola di San Pietro sotto Papa Benedetto XIV.

Il parco della reggia si estende per 3 chilometri di lunghezza in direzione sud-nord su una superficie di 120 ettari. Dal centro della facciata posteriore del palazzo partono due viali paralleli interrotti da fontane suggestive che partono dal giardino all’italiana e lo collegano al giardino all’inglese: la Fontana Margherita, la Vasca e la Fontana dei Delfini, la Vasca e la Fontana di Eolo, la Vasca e la Fontana di Cerere, le Cascatelle e la Fontana di Venere e Adone, la Fontana di Diana e Atteone, e la Grande Cascata.

There’s a part of you – the born-again part, your spirit – that’s dead to sin. That’s why it bothers you now when you sin. The “wilderness” part of you – your soul – is your unrenewed mind, out-of-control emotions, and stubborn will.

(citazione di Joyce Meyer)

“C’è una parte di te – la parte rinata, il tuo spirito – che è morta al peccato. Per questo adesso ti disturba quando cadi nel peccato. La parte ‘selvaggia’ di te – la tua anima – è la tua mente non rinnovata, sono le tue emozioni incontrollate, e la tua volontà ostinata.”

“Il gigante sepolto”: un viaggio tra le nebbie dell’anima

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Con il romanzo The buried giant (“Il gigante sepolto”, 2015), Kazuo Ishiguro proietta il lettore nell’Inghilterra medievale successiva alla morte di re Artù. È un luogo incantato che la magia di mago Merlino ha avvolto in una nebbia impenetrabile: il respiro di un drago sepolto, il gigante di un mondo sospeso tra storia leggendaria e immaginazione onirica. È una nebbia che cancella i ricordi in nome di una pace fittizia tra Britanni e Sassoni. È un’atmosfera surreale, una dimensione umana e psicologica, una terra di demoni, streghe, monaci, orchi, folletti, cavalieri e maghi. È un crogiolo di creature leggendarie che popolano la mente di chi si avventura nella nebbia del presente nel disperato tentativo di recuperare un passato perduto. È un doloroso e malinconico viaggio nei sentimenti fatto di colpa, speranza, memoria, perdono e resa.

È la storia dell’amnesia di Axl e Beatrice, una coppia di anziani coniugi che parte alla ricerca del figlio per recuperare una vicinanza emotiva fuori dal tempo, che non appartiene al presente così come non fa parte del passato e forse nemmeno del futuro. Un distacco avvenuto per un errore, l’allontanamento non voluto del frutto di un amore che vive nel presente perché ha dimenticato il passato ed è in balia degli eventi del tempo e della riscoperta di sé. La nebbia che avvolge i ricordi rende vero un mondo dove nulla è tangibile o afferrabile, un mondo dove l’apparenza del bene si oppone alla volontà di recuperare il passato per paura di dissolversi nella realtà del tempo.

Insoliti villaggi popolati da cavalieri missionari e giovani sopraffatti dalla stregoneria, impervi monasteri abitati da monaci grotteschi e sanguinari, antiche torri sospese tra l’inferno dei sacrifici animali e l’infinito di un cielo oscuro immemore della salvezza eterna. Battaglie tra cavalieri in viaggio per missioni contrastanti in nome di ricordi svaniti di millenarie contese. Pittoreschi contrasti tra lo stregato vigore di una gioventù destinata al compimento di un percorso leggendario e il disperato affanno di una vecchiaia alla ricerca di un passato tangibile che suggelli la speranza di un futuro migliore.

In questo viaggio alla riscoperta dell’amore, le difficoltà del mondo si intrecciano con la dimensione dell’incubo: antichi fantasmi riemergono dalle paludi e contrastano con la volontà di riavvicinamento rendendo reale la paura della perdita. Una perdita che diventa vera quando la nebbia svanisce e il ricordo della colpa si fa perdono, ma quel perdono non si tramuta in fiducia, sopraffatto dall’ingannevolezza del mondo. Così quando muore il leggendario drago che, costretto a portare il peso dell’accumulo dei ricordi, diventa una sorta di verme informe che dorme sfinito quasi nell’attesa di farsi uccidere, la memoria ritorna. Il figlio ritrovato vive solo nei ricordi e l’amore consapevole si allontana verso l’isola della morte.

Il traghettatore di anime parla all’amore con fiducia e gli restituisce speranza, ma il perdono diventa rassegnazione e consapevolezza della perdita. Una perdita immaginaria che si fa reale e divide tutto ciò che la nebbia fino ad allora aveva tenuto unito:

– Parleremo di nuovo sull’isola, principessa, – dice lui.
– Infatti, Axl. E adesso che la nebbia non c’è più, avremo tanto da dirci. Il barcaiolo è sempre fermo in acqua?
– Sì, principessa. Adesso vado a fare la pace con lui.
– Allora, Axl, addio.
– Addio, mio solo grande amore.
Lo sento venirmi incontro nell’acqua. Avrà intenzione di rivolgermi la parola? Ha parlato di una riconciliazione. Ma quando mi volto, non è verso di me che guarda, bensì alla terraferma e al sole basso sulla baia. Del resto, nemmeno io cerco i suoi occhi. Mi supera nell’acqua, senza guardarsi indietro. Aspettatemi a riva, amico mio, gli dico sottovoce, ma il vecchio non mi sente e prosegue il suo cammino.

La Scuola Austriaca di Economia nel XXI secolo (5)

AES 5

Dopo il post precedente, passiamo alla seconda parte della seconda giornata e terminiamo così la serie di articoli sull’VIII Conferenza Internazionale The Austrian School of Economics in the XXI century.

SECONDA GIORNATA DI CONFERENZA: 14 novembre (seconda parte)

Commissione I

Una ridefinizione del concetto di funzione imprenditoriale (Leonardo Ravier – Universidad Rey Juan Carlos, Spagna)

Il concetto di funzione imprenditoriale si è evoluto a partire da Cantillon passando per il pensiero di Mises, Rothbard, Kirzner e Huerta de Soto:

Scheda 1

Ravier fa alcune riconsiderazioni teoriche, partendo dal concetto di creatività:
– livello 3 “creare”: atto attraverso il quale qualcosa è creato dal nulla;
– livello 2 “creatività”: atto di associazione e combinazione di idee e/o materia attraverso il quale qualcosa è creato o generato da qualcosa di esistente;
– livello 1 “scoperta”: atto attraverso il quale qualcosa di esistente è scoperto o rivelato.

Poiché è vero che la funzione imprenditoriale richiede l’azione umana ma non è vero il contrario, Ravier fa una distinzione tra la funzione imprenditoriale e la funzione coercitiva: mentre la funzione imprenditoriale si basa sull’incertezza, sulla creatività umana, sul coordinamento sociale ed è soggetta alla legge naturale, la funzione coercitiva si basa sull’incertezza e sulla creatività umana, ma non sul coordinamento sociale e non è soggetta alla legge naturale. Quindi, la funzione imprenditoriale si definisce come l’uso o l’esercizio che l’essere umano fa della sua capacità di associazione e/o combinazione creativa e coordinativa sulla base di principi di legge generali. La funzione coercitiva è la capacità umana di associare e/o combinare idee e/o materia (creatività) al di fuori dei principi di legge generali, con conseguenti effetti di scoordinamento sulla società e/o sul mercato.

Volendo fare una sintesi delle riconsiderazioni teoriche di Ravier:

Scheda 2

In gold we trust – Rischi e opportunità nei mercati finanziari da una prospettiva austriaca (Ronald-Peter Stöferle – Incrementum, Liechtenstein)

Attualmente gli economisti austriaci per poter investire devono conoscere il sistema monetario, la Teoria Austriaca del Ciclo Economico (ABCT) e comprendere le valute alternative al di là del sistema fiat, tenendo conto dei potenziali rischi: pregiudizio ribassista (suscettibilità austriaca ai difetti nella struttura del capitale), problema di distribuzione delle risorse, pregiudizio dogmatico, problema di tempistiche. L’attuale situazione del sistema monetario pone grandi dilemmi: gli investitori sono spinti a rischiare a causa dei tassi di interesse reali negativi, chi non rischia viene punito se continua l’inflazione dei prezzi, si tende a sottovalutare il rischio finché non risulta evidente. Mises definiva l’inflazione “non un atto di Dio, una catastrofe degli elementi o una malattia che arriva come la peste; l’inflazione è una politica”. In pratica il controllo dall’alto del sistema monetario provoca continui cicli di deflazione e inflazione. In una condizione di deflazione, si riduce la leva finanziaria (le banche a corto di capitali non vogliono concedere prestiti), la crescita del credito è lenta (i consumatori eccessivamente indebitati non vogliono contrarre prestiti), si dà il via alla regolamentazione (Basilea III), si riduce la spesa. In una condizione di inflazione, si attuano politiche di abbassamento o azzeramento del tasso di interesse, si attiva il quantitative easing, scoppia la guerra alle valute e aumenta la quantità di denaro in circolazione.

Le basi mengeriane e la Teoria Austriaca del Ciclo Economico (András Tóth – MTA TK, Ungheria)

Lo sviluppo post-mengeriano ha aperto la strada a due idee contrastanti sul ruolo del credito, quella di Schumpeter e quella di Mises. La riforma della Teoria Austriaca del Ciclo Economico, basata sulla combinazione dell’idea originaria di Menger e dell’idea di Mises, spiega la resistenza e il successo del sistema monetario basato sul credito, ma lancia l’allarme sull’ascesa del potere statale supportato dall’espansione del credito, che è stata enorme a partire dal 1971.

Secondo Wicksell il credito bancario viene liberato da una data disponibilità di risparmi e la creazione di credito non è soggetta alla domanda e all’offerta. Inoltre, in condizioni di inflazione il tasso di interesse è minore del tasso di profitto, mentre in condizioni di deflazione il tasso di interesse è maggiore del tasso di profitto. La situazione ideale sarebbe quella in cui il tasso naturale è uguale al tasso di profitto, quindi una condizione di stabilità dei prezzi.

Secondo Schumpeter le banche creano denaro dal nulla, il credito non è soggetto alla domanda e all’offerta e l’offerta crea la domanda. Inoltre, mentre il credito prestato agli imprenditori crea inflazione solo sul breve termine, il credito prestato ai consumatori crea la vera inflazione. L’ideale sarebbe avere uno stato benevolo capace di regolare l’espansione del credito per risolvere il problema dei continui cicli di espansione e recessione.

Per Mises invece qualsiasi mezzo fiduciario comporta una nuova creazione di credito e un abbassamento dei tassi di interesse, il quale manda in confusione gli imprenditori, che distribuiscono male le risorse e fanno cattivi investimenti spinti dall’illusione del profitto. Inoltre, l’interventismo statale è la principale causa dei cicli di espansione e recessione.

Menger ritiene che un individuo che risparmia è un potenziale imprenditore con bisogni e aspirazioni e che l’attività imprenditoriale è un’abilità umana intrinseca che parte dallo stabilire nuovi nessi causali tra i fenomeni, da nuove scoperte di metodi e prodotti, dal calcolo preventivo, e dall’estensione della conoscenza, che diffondendosi crea concorrenza, la quale disgrega il monopolio iniziale.

Schumpeter e Mises riprendono Menger, ma deviano dalle sue teorie nella definizione della natura e del ruolo dell’imprenditore, la fonte del profitto e la fonte dell’accumulo di capitale. L’imprenditore non è un capitalista, bensì un individuo che contrae un prestito e che in una prima fase è un imprenditore originale, in una seconda fase è un imprenditore mimetico, e dopo una terza fase in cui riesce a ottenere il profitto, passa a una quarta fase in cui emerge un nuovo imprenditore originale che diventa suo concorrente. L’imprenditore anticipa le informazioni di mercato mutevoli e le preferenze dei consumatori e l’accumulazione di capitale è dovuta ai risparmi prima di intraprendere azioni economiche, non all’innovazione.

In conclusione, se è valida la spiegazione di Menger sull’imprenditore originale, il profitto, la produttività del capitale e l’interesse, allora l’attuale sistema monetario non ha effetti così negativi come previsto dalla Teoria Austriaca del Ciclo Economico. Infatti la creazione di credito rende possibile l’innovazione (quindi l’estensione della conoscenza), la quale comporta accumulazione di capitale e l’eliminazione degli incapaci in un’economia di mercato competitiva. Quindi, nel quadro mengeriano la metafora misesiana è che mentre il sistema bancario vende biglietti per entrare nella stanza, gli imprenditori lavorano per allargare la stanza e renderla adeguata agli accresciuti bisogni dei consumatori. Dall’altro lato, il pericolo dell’espansione del credito è la creazione di un circolo vizioso favorevole alla politica e all’interventismo statale nella vita economica, con conseguente corruzione degli elettori e degli imprenditori in politiche neomercantiliste, il soffocamento della creatività imprenditoriale e quindi la distruzione dell’economia.

Una metodologia unica che utilizza i principi della Scuola Austriaca di Economia applicati agli investimenti e al commercio (Richard Bonugli – Cedargold Pte. Ltd., Canada)

Per affrontare le attuali sfide del sistema monetario (programmi di quantitative easing, stampa di denaro, abbassamento artificiale dei tassi di interesse), Bonugli propone una metodologia che può essere applicata ovunque ai mercati dei capitali, basata su 14 fattori beta, dei quali 7 quantitativi (flussi finanziari per le imprese, leva finanziaria e debiti limitati, incremento dei profitti per quota, distribuzione dei rimborsi, operazioni durature, operatori-proprietari, fluttuazioni stabili o decrescenti) e 7 qualitativi (responsabilità sociale aziendale, allineamento ai trend economici, allineamento alle tendenze attuali, unicità e scarsità, innovazione, mitigazione del rischio, mantenimento del valore e potere d’acquisto).

Commissione II

La violazione dello stato di diritto per salvare l’illusione monetaria (Thomas Bachheimer – Bachheimer.com, Austria)

Già dai tempi di Aristotele in molte società prevaleva l’opinione che non sono gli individui a dover governare le società, ma la legge. Ferdinando I è stato forse l’imperatore maggiormente soggetto allo stato di diritto quando ha affermato: “Fiat iustitia, pereat mundus”. Poiché esiste l’imprevisto, nessuna legge è perfettamente adeguata alle sfide quotidiane, e in caso di estrema necessità, un governante è chiamato a intervenire e a operare al di fuori dello stato di diritto. Sono queste decisioni a fare la differenza tra governanti buoni e governanti cattivi. Tuttavia, negli ultimi decenni i governanti sono andati troppo oltre lo stato di diritto; sembra che viviamo in un continuo stato di emergenza. Bachheimer esamina se e quando i rappresentanti delle democrazie moderne non hanno rispettato la legge per salvare l’illusione del sistema monetario a spese dei governati.

Il sistema bancario a riserva frazionaria smascherato (Luis Enrique Ponce Goyochea – SBS Swiss Business School, Argentina)

Nel dibattito sulla riserva bancaria frazionaria o al 100% emerge la causa dell’alternanza tra periodi di espansione e periodi di recessione nel quadro della Teoria Austriaca del Ciclo Economico. Il sistema bancario a riserva frazionaria emerge come fattore inflazionistico principale responsabile di espansioni del credito insostenibili. Dietro questa maschera si nasconde un’insolvenza contabile destinata a essere smascherata una volta che le preferenze temporali diventano evidenti all’insorgere di un’inevitabile recessione.

La regola MV di Hayek (Pavel Potuzak – University of Economics Prague, Repubblica Ceca)

Hayek suggerì che la stabilità dei livelli dei prezzi potrebbe non coincidere con la neutralità della moneta. In un’economia caratterizzata da una produttività naturale in crescita permanente, la stabilizzazione dei livelli dei prezzi richiede un’offerta di moneta in costante aumento. Questa iniezione di liquidità permanente potrebbe essere la vera fonte del ciclo economico, a prescindere dal comportamento del livello generale dei prezzi. Anziché raggiungere la stabilità dei prezzi, si potrebbe raggiungere una crescita economica uniforme con un flusso di moneta costante, rappresentato dalla MV nell’equazione, e un conseguente declino del livello dei prezzi. Potuzak presenta la regola della MV costante di Hayek. I mutamenti della domanda aggregata causati da shock LM e shock IS mettono alla prova la validità della regola di MV insieme agli shock AS. In un’economia caratterizzata da una produttività naturale in espansione, la regola MV è passiva soltanto in circostanze particolari. Pertanto le raccomandazioni di Hayek relative a un’offerta di moneta stabile in un’economia in crescita potrebbero non coincidere con una MV stabile. La deflazione provocata da questa regola può anche deprimere il tasso di interesse nominale fino a livelli molto bassi o fino allo zero. Potuzak analizza anche le similitudini con la regola della quantità di moneta ottimale di Friedman, in quanto entrambe le regole implicano tassi di interesse nominali molto bassi. Le due regole coincidono se l’economia è al livello ottimale di accumulazione di capitale, ma la regola di Hayek è meno deflazionistica rispetto alla regola di Friedman se l’economia è dinamicamente efficiente.

Israel Kirzner sull’efficienza dinamica e lo sviluppo economico (Victor I. Espinosa – Universidad Rey Juan Carlos, Spagna)

Espinosa analizza la nozione di efficienza dinamica proposta da Kirzner, concentrandosi sul ruolo dell’imprenditorialità nella tendenza al coordinamento del processo di mercato. L’efficienza dinamica è l’anello mancante della teoria dell’imprenditorialità di Kirzner e può riuscire a ricreare l’economia dello sviluppo. Kirzner critica il concetto statico di efficienza che caratterizza l’economia dello sviluppo tradizionale, in quanto l’imprenditorialità è un processo creativo che ha un impatto positivo sul progresso economico. Anche le attuali ricerche sull’efficienza dinamica evidenziano l’impatto della psicologia, della cultura e dell’etica nello sviluppo economico.

Commissione III

Un’analisi contemporanea su Ludwig von Mises e sul suo contributo allo sviluppo della moderna teoria liberale (Artenis Peka – University of New York Tirana, Albania)

Le idee di Ludwig von Mises, uno dei maggiori rappresentanti della tradizione filosofica liberale, continuano ad avere un impatto sullo sviluppo della scuola di pensiero liberale moderna. Peka illustra tre aree del pensiero di Mises: la libertà e l’istituto della proprietà privata, l’economia e la critica al socialismo, l’inefficienza dello stato e della burocrazia.

Carl Menger e le sue basi teoriche dell’Economia Austriaca (Stanislaw Rzepka – Mises Institute of Economic Education, Polonia)

Carl Menger è considerato il precursore e il maestro della scuola austriaca. Rzepka illustra i principali elementi della teoria economica austriaca: l’uomo economico, l’incertezza, il tempo e il denaro nei processi economici.

Baumol-Tobin: una prospettiva austriaca (Carlos Alberto Salguero, María Bernarda Salguero – Universidad Nacional del Noroeste de Buenos Aires, Argentina)

Il programma di ricerca dominante di ingegneria sociale si sviluppa sulle basi teoriche dell’economia austriaca. I Salguero analizzano l’origine del pensiero austriaco al centro del modello della domanda di moneta Baumol-Tobin. Il modello, basato sulla teoria delle scorte, consente di determinare la domanda ottimale di moneta liquida per motivo transattivo comparando i benefici e i costi del detenere moneta liquida per le transazioni quotidiane anziché farla fruttare in un deposito per ottenere un tasso di interesse. In questo modello si ottiene l’espressione algebrica della domanda reale di denaro, M^D/P e i risultati vengono generalizzati usando una funzione F nelle sue tre variabili principali: il reddito reale, il tasso di interesse, e il costo di prelievo. L’espressione indica la quantità di moneta da detenere per effettuare le transazioni, cosicché il beneficio sia pari o maggiore della perdita. Il tasso di interesse, considerato prerogativa esclusiva dell’autorità monetaria, è stabilito dalla banca centrale, ma in realtà non è nient’altro che la preferenza temporale, una categoria intrinseca all’azione umana.

La valutazione delle risorse finanziarie: l’approccio della domanda totale (Vytautas Žukauskas – Angers University LFMI, Lituania)

Dopo Wicksteed e Rothbard, Žukauskas analizza il legame tra la politica monetaria e i prezzi delle risorse finanziarie adottando l’approccio della “domanda totale” insieme a nozioni soggettiviste del valore e della formazione dei prezzi. L’analisi dimostra che l’impatto della politica monetaria sui prezzi delle risorse finanziarie è maggiore e più vasto rispetto a quanto ritenuto dal quadro tradizionale dei meccanismi di trasmissione della politica monetaria.

Alla riscoperta di Don Lavoie per combattere le attuali richieste di politica industriale (Veronique de Rugy – Mercatus Center, Francia)

Don Lavoie è stato uno degli economisti moderni più informati in merito al dibattito sul calcolo economico socialista. I suoi due libri Rivalry and Central Planning: The Social Calculation Debate Revisited e National Economic Planning: What Is Left? furono pubblicati nel 1985, un anno in cui l’Europa dell’Est e la Russia erano ancora nella morsa del Comunismo, per spiegare le motivazioni di ciò che ormai stava diventando evidente agli occhi di tutti: il sogno socialista era diventato un incubo ovunque.